Io viaggio da sola: il racconto di Francesca

“Un atto d’amore, un profondo atto d’amore”.

Così Francesca descrive il suo viaggio con Destinazione Umana. Un viaggio che ha come base di partenza non solo il desiderio di stare bene con se stessa, ma anche tutti i timori legati al primo viaggio da sola.

Francesca è anche scrittrice e blogger, viaggia molto per lavoro, ma, leggiamo nel racconto di viaggio pubblicato sul suo blog, viaggiare per lei ha sempre significato raggiungere luoghi in cui tenere conferenze, incontrare persone, parlare, mangiare di corsa, avere sempre fretta.

Partire per le Marche con Destinazione Umana è stato innanzitutto un atto di consapevolezza, una presa di coscienza del bisogno di silenzio e di quel contatto con i propri pensieri che il silenzio fa nascere. Ed è stato un atto di coraggio, dove il timore di “non sopportare se stessa” rischiava di dare origine a crisi di panico e solitudine. Ma poi, una volta scoperta l’euforia della libertà, tutte le insicurezze si sono dissolte lasciando il posto alla cura e alla riscoperta del proprio corpo, dei propri ritmi, di un tempo utilizzato in maniera lenta, dove ogni cosa, poiché assaporata profondamente, acquista un valore nuovo: le frasi di un libro, il paesaggio dominato dal giallo dei girasoli e dal blu del cielo, lo sguardo sulla propria pelle dopo tutti i cambiamenti avvenuti in 45 anni. Dunque un regalo, un gesto d’affetto, ma anche una sfida per superare le difficoltà di guidare per ore e ore in autostrada per trovarsi poi in un agriturismo popolato da sguardi di persone che non sempre comprendono il bisogno di dedicarsi un tempo di completa solitudine.

Abbiamo intervistato Francesca per farci raccontare ancora una volta le meravigliose emozioni legate al ricordo di quel viaggio ormai lontano nel tempo, ma le cui riminiscenze rimangono preziosi strumenti di crescita personale.

viaggio da sola

Come hai conosciuto Destinazione Umana e perché l’hai scelta per il tuo viaggio? 

Conosco Silvia Salmeri da quando ancora Destinazione Umana era solo un’idea e andavano molto di moda i blog. Abbiamo collaborato anche professionalmente e di questo progetto ho sempre apprezzato la grande passione di chi ne fa parte, l’ascolto delle persone e il legame che il progetto ha saputo creare con le Destinazioni. Ho scelto di viaggiare con DU perché ero in un momento molto particolare della mia vita, volevo provare l’emozione di un viaggio da sola e volevo essere sicura di andare nel posto giusto.

Quali aspettative avevi prima delle partenza?

Stare bene con me stessa.

Sappiamo che il viaggio con Destinazione Umana ha rappresentato per te una prima volta, il primo viaggio da sola a 40 anni: quali timori hanno accompagnato questa esperienza e i momenti precedenti la partenza?

Temevo il viaggio: non amo guidare, sono una fifona e non vedo benissimo. Temevo di sentirmi sola, di essere guardata come un’aliena. Anche perché – pur sembrando giovane – di anni ne ho addirittura 45 e di queste fragilità un po’ mi vergognavo pure.

C’è una cosa in particolare che è cambiata al tuo ritorno?

Ho capito che potevo farcela a perdermi e ritrovarmi e che sarebbe andato comunque tutto bene. È stato un tassello importante in una fase di grande cambiamento della mia vita: avevo bisogno di dimostrare a me stessa che posso stare da sola, che posso fare un sacco di cose anche se non c’è accanto a me qualcuno e insomma, che posso volermi bene.

Qual è l’esperienza più significativa o forte che ti è rimasta impressa?

viaggio da sola

Camminare da sola nei boschi delle Marche, arrivare in un paese qualunque e chiedere a un signore che stava innaffiando i fiori di farmi la doccia con l’innaffiatoio perché era molto caldo. Sono stata molto “Io”, senza aderire a modelli di qualcun altro.

Cosa hai fatto per la prima volta durante il viaggio con Destinazione Umana che non avevi mai fatto prima?

Guidato tantissimi chilometri in autostrada.

Quali emozioni, sensazioni, momenti, persone o paesaggi porti nel cuore?

viaggio da sola

Le Marche sono bellissime: mi è piaciuto molto immergermi in quei panorami. I gestori della struttura mi hanno regalato la loro storia di libertà e scelte di vita. Ho immensamente apprezzato le cene da sola e leggere un sacco di libri: è stato un ottimo momento, tutto per me.

Sappiamo che sei autrice e blogger e che aiuti persone e aziende nel difficile compito di imparare a raccontarsi: il viaggio con Destinazione Umana ti ha lasciato qualche spunto utile anche per il tuo lavoro?

Ho spiato tutti, quando pranzavo da sola raccogliendo idee per storie da scrivere e personaggi cui dare voce: per una persona che scrive si tratta di un grande patrimonio. Il lavoro l’ho lasciato a casa, ogni tanto bisogna fare una sosta e io – negli ultimi mesi – ho deciso di investire molto su me stessa e su un cambiamento importante, quindi sono scarsamente focalizzata sul lato professionale.

Consiglieresti uno dei nostri viaggi?

Assolutamente sì! Uno a caso o uno a scelta: consiglierei di chiedere consiglio, come ho fatto io. Un po’ come si fa con lo psicanalista.

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"E non era stupida, sapeva quel che voleva. Solo, voleva cose impossibili." Cesare Pavese

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