Campi avventura per ragazzi e ragazze: tutte le risposte ai dubbi più frequenti dei genitori

In collaborazione con Cooperativa Madreselva proponiamo l’edizione 2021 dei campi estivi per ragazzi e ragazze: divertimento e avventura nella natura dell’Appennino Reggiano e Bolognese.

Siamo convinte che, leggendo il programma delle attività e tutti i dettagli sul sito, i ragazzi e le ragazze saranno subito entusiasti; nei genitori però potrebbero sorgere alcuni dubbi. Per questo abbiamo registrato una diretta in cui ci siamo fatte raccontare bene l’organizzazione dei campi estivi e abbiamo posto le domande più comuni tra i genitori.

Puoi rivedere il video o leggere l’articolo qui sotto dove abbiamo riportato le informazioni principali. 👇

Info pratiche

La settimane sono dedicate ai bambini dagli 8 ai 16 anni:

  • 5 settimane dedicate alla fascia di età 8-13
  • 1 settimana riservata alla fascia 11-16

Sono settimane itineranti. Gli spostamenti si fanno a piedi, ognuno ha nello zaino lo stretto necessario per dormire nei rifugi o in tenda. I gruppi sono guidati sempre da due persone, guide escursionistiche ed educatori ambientali. 

Qual è la filosofia con cui proponete questi campi per ragazzi e ragazze? 

Abbiamo 4 pilastri fondamentali che sostengono la filosofia con cui organizziamo queste proposte:

  • il senso dell’AVVENTURA
    Come educatori ambientali crediamo che il senso dell’avventura sia molto importante per la formazione di ciascuno di noi, perché ci aiuta ad uscire dalla nostra routine, dalle abitudini e ci mette davanti l’inaspettato. In natura l’inaspettato è facile da trovare: siamo sempre pronti ad adattarci, cambiare programmi, trovare cose nuove e il campo diventa un progetto di costruzione tra educatori e bambini.
  • la crescita dell’AUTONOMIA
    Si cambia routine, si esce dalla quotidianità, i bambini si preparano lo zaino da soli, imparano ad avere cura delle proprie cose e a collaborare alle necessità del gruppo. 
  • la crescita della COSCIENZA ECOLOGICA
    A questa età sono in grado di sviluppare la capacità di relazionarsi con l’ambiente anche in un’ottica di cittadinanza attiva: tutto quello che crea passione crea anche rispetto e quindi cura.
  • le STORIE
    Oltre a quelle che leggiamo e raccontiamo la sera intorno al fuoco, ne scegliamo una che fa da sfondo alla settimana e da cui estrapoliamo la metafora che guida i giochi e le squadre. 

Quali sono le attività previste? 

Il nostro forte sono i giochi, sono alla base di tutta la settimana. L’ambientazione nella storia ci guida, ci coinvolge e mette quel briciolo di competizione che serve ai ragazzi per trovare la motivazione nelle sfide di tutti i giorni. Abbiamo il gioco dello scalpo, le attività al fiume col gommone o i bagni. La passeggiata notturna li mette sempre un po’ alla prova. Cerchiamo inoltre di fare in modo che abbiano anche dei momenti di tranquillità e riflessione nella natura. Infine le camminate, che sono sempre il momento delle chiacchiere libere, in cui hanno l’occasione di conoscersi e farsi forza trovando una nuova dimensione di famiglia. 

Le attività sono divise per età? 

I giochi si fanno tutti insieme e le squadre che formiamo per giocare sono eterogenee, puntiamo sul lavoro di gruppo e la responsabilità. Si viene a creare un clima di fratellanza, i grandi si prendono cura dei più piccoli e i piccoli si danno molto da fare per contribuire. Nei momenti in cui il gioco non è strutturato sono liberi di stare con i coetanei o di scegliere in base alle simpatie. 

Fratelli e sorelle stanno insieme o vengono divisi? 

Siamo disponibili ad assecondare le indicazioni delle famiglie: se i genitori ci segnalano che il più piccolo ha bisogno di sostegno dal più grande li teniamo assieme, ma per la nostra esperienza vediamo che tendono a ignorarsi. Ognuno crea le proprie amicizie e inizia a fare affidamento anche su altri componenti del gruppo. 

Quanto sono lunghe le camminate? 

Le camminate più lunghe sono al massimo di 3 ore e vengono suddivise nella giornata. Significa che ci fermiamo, e intervalliamo il percorso con pause, merende e giochi. 

Potranno usare i telefoni cellulari? 

Chiediamo ai ragazzi di non portarli. Noi educatori ovviamente li abbiamo, in alcuni momenti della giornata siamo contattabili e i ragazzi, se desiderano, possono chiamare casa, Ma crediamo sia importante che vivano il qui e ora, che siano immersi nell’esperienza per godersela. 

Cosa deve esserci nello zaino? 

I bambini porteranno le loro cose da soli, quindi ci va solo lo stretto necessario. Alcune cose sono indispensabili (sacco a pelo, scarponcini impermeabili), altre vanno ridotte il più possibile. Comunque vi aiutiamo, nella scheda di iscrizione c’è una lista completa di quello che serve. 

Che cosa si mangia?

A pranzo siamo spesso in escursione e si mangia al sacco. Per la cena ci accordiamo con i rifugi per avere dei piatti con gusti semplici, ma anche sul cibo abbiamo i nostri metodi. Non siamo al ristorante con il menù, si mangia quello che viene proposto, ognuno prende a seconda del proprio appetito e il cibo non va sprecato. Non abbiamo mai avuto problemi con il cibo, hanno talmente tanta fame che mangiano tutto. Concordiamo con i rifugi delle cene in modo che facciano una settimana equilibrata: oltre alla pasta, ci assicuriamo che ci siano anche anche verdure, zuppe, frutta, e secondi piatti. 

Come viene gestita la normativa covid nei momenti di condivisione? 

Nel dettaglio non sappiamo ancora quale sarà il decreto da seguire per decidere come si faranno le cose. Abbiamo visto però che già l’anno scorso (estate 2020) siamo riusciti a divertirci: passiamo la maggior parte del tempo all’aperto che è la situazione ideale. Chiediamo un tampone rapido – con esito negativo – fatto entro 48 ore prima della partenza. Al mattino misuriamo la temperatura a tutti i bambini e quando siamo nei rifugi veniamo trattati come normali ospiti e quindi con occupazione di camere e tavoli che segue la normativa in vigore.

Quando piove cosa si fa? 

Quando piove ci piace citare sempre Baden Powell: “Non esiste buono e cattivo tempo, ma solo buono e cattivo e cattivo equipaggiamento”. Quando siamo in rifugio organizziamo delle attività all’interno e limitiamo il tempo delle uscite, ma se capita di dover passare da un rifugio all’altro in un giorno di pioggia valutiamo le condizioni. Se sono estreme ovviamente non ci muoviamo, ma se è solo pioggia si parte. A volte abbiamo organizzato il trasporto per gli zaini, ma ci siamo goduti l’avventura di camminare sotto la pioggia.

L’eventuale nostalgia dei più piccoli come si gestisce? 

Può capitare ma l’abbiamo sempre gestita con affetto. Alla sera ci sono i giochi, si sta insieme, leggiamo delle storie per accompagnarli nel momento del sonno. Capita che abbiano un momento di nostalgia, ma in quella situazione siamo per loro un punto di riferimento e riusciamo ad aiutarli. Di solito si risolve tutto in pochi minuti e il mattino dopo non ci si pensa più. 

Altre domande? 

Ti sono rimasti dubbi? C’è qualche domanda che manca a questa lista? Scrivici e la aggiungiamo: [email protected]

Se vuoi rivedere la diretta con l’intervista completa, ecco il video.

Lascia un commento

Devi essere collegato per lasciare un commento.