Come diventare Travel Designer: te lo spieghiamo noi!

Il mondo è un posto davvero grande. A volte, pur desiderando intensamente visitarlo e conoscerlo, questa vastità ci spaventa e non sappiamo da dove cominciare a progettare il nostro viaggio.

Anche noi siamo grandi. Siamo i ricordi delle esperienze che abbiamo vissuto, gli istinti che ci guidano, le paure che ci frenano, i bisogni che ci spingono. Come unire allora quello che siamo con la nostra voglia di viaggiare? Come portare noi stessi e i nostri desideri nel mondo?

Una nuova figura professionale può venirci in soccorso e aiutarci a tradurre le nostre curiosità, aspettative e necessità in percorsi di viaggio costruiti su misura per noi. È il Travel Designer: un professionista, un curioso, un po’ sarto, un po’ psicologo, che di mestiere accompagna il viaggiatore nella progettazione di un’esperienza unica e su misura per lui.

Chi è il Travel designer e cosa fa

come diventare travel designer

Partiamo chiarendo cosa il Travel Designer NON è.

Non è un tour operator o un agente di viaggio; non compra pacchetti preconfezionati da operatori locali. Piuttosto, il Travel Designer è un creativo, un esperto che unisce la propria personale passione per il mondo a competenze tecniche e legislative legate alle destinazioni proposte. E il mondo, lui l’ha visto e vissuto sulla propria pelle, per questo porta con sé un bagaglio di conoscenze reali e relazioni forti: è un testimone affidabile che quando “disegna” un viaggio, lo fa consapevole di cosa il viaggiatore troverà al proprio arrivo.

Tutto questo però non sarebbe possibile senza l’altra grande abilità del Travel Designer: l’ascolto. La traduzione di un desiderio in viaggio parte proprio da questo, dall’empatica raccolta di informazioni sulla persona che si rivolge al Travel Designer. Ecco perché possiamo definirlo un po’ psicologo e un po’ mago: raccontategli chi siete e lui estrarrà dal cilindro un viaggio che vi rispecchia e che soddisferà i vostri obbiettivi, che riguardino il cambiamento e le sfide personali, oppure semplicemente la ricerca di un momento per rilassarsi e stare con sé.

Travel designer: corsi e opportunità professionali

Come diventare Travel Designer

In una società che offre sempre più spazio e riconoscimento alla sfera individuale, non stupisce veder fiorire tanti corsi per abilitarsi come Travel Designer. C’è sempre più bisogno di prodotti su misura e sempre meno ci sia accontenta di esperienze confezionate in serie, che non considerano realmente chi siamo e cosa vogliamo. Così, anche lo stesso mestiere del Travel Designer può conoscere diverse inclinazioni a seconda della personalità di chi sceglie di diventare un esperto del campo: prima di tutto, il sarto confeziona un abito su misura per sé, utilizzando il proprio stile e scegliendo in che modo essere creativo nel proporsi al viaggiatore.

A noi di Destinazione Umana piace parlare di Inspirational Travel Designer, una figura che certamente unisce doti empatiche a competenze tecnico-legislative, ma che lo fa proponendo viaggi che hanno a che fare con temi forti, di crescita, di relazione, di cambiamento e trasformazione; viaggi che sono interiori ed esteriori allo stesso tempo, che conducono in località dal sapore genuino, soprattutto nell’accoglienza, e che vogliono essere intensi ed emozionanti. Di quelli che lasciano il segno.

Per questo, il corso che proponiamo a tutti quelli che vogliono approcciare questa professione è prima di tutto un viaggio ispirazionale vero e proprio, un momento di confronto con altri professionisti del settore in un’ottica di conoscenza, scambio, crescita e arricchimento emotivo. Se vogliamo imparare a comprendere in quale fase di vita il viaggiatore si trova, progettando poi un viaggio in base ai contenuti emotivi che emergono dai suoi racconti, dobbiamo essere allenati allo sguardo interiore, a riconoscere ciò che siamo e che desideriamo, ma anche allenati nella comunicazione, nella relazione e nello sguardo sull’altro, per individuarne i tratti distintivi e utilizzarli poi nella fase progettuale.

Le competenze di un travel designer

Se ascolto, empatia e capacità di instaurare relazioni accoglienti e non giudicanti sono aspetti fondamentali nella pratica del Travel Designer, le competenze tecniche e la profonda conoscenza del mercato turistico attuale sono gli aspetti che lo rendono un vero e proprio punto di riferimento. Se decidiamo di esplorare una nuova meta, è dunque necessario che il Travel Designer ne conosca le caratteristiche e ci possa aiutare a immaginare cosa troveremo al nostro arrivo. La collaborazione con i tour operator riveste poi un ruolo importante nelle varie fasi operative, come la prenotazione di biglietti aerei, la stipula delle varie assicurazioni e l’assistenza al cliente.

Il problem solving, insomma, è l’altro grande punto di forza del Travel Designer, fondamentale per districarsi tra le varie problematiche che possono sorgere durante o dopo il viaggio.

Il racconto di chi ce l’ha fatta

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Giulia Gallinetta che di mestiere fa la Travel Designer

Come la gran parte delle persone che si rivolgono a Destinazione Umana, anche Giulia si trovava in una fase di cambiamento profondo. È arrivata portando con sé tutta l’insoddisfazione nei confronti di un lavoro poco appagante e di una routine priva di stimoli, ma anche tutta la sua voglia di cambiamento e l’energia per attuarlo.

Ecco perché abbiamo affidato a lei il compito di regalarci una testimonianza di quel che il corso ITD ha rappresentato per la sua formazione ed esperienza di vita.

Ho scelto di iscrivermi al corso ITD in un momento abbastanza particolare della mia vita. Da qualche anno il lavoro che avevo non mi stimolava e sentivo in me un grande bisogno di cambiare, di dare una svolta a quell’esistenza trascorsa ad aspettare ogni giorno le 17.30 e le ferie per cominciare a vivere. Sapevo che il viaggio era la mia direzione, ma non ero interessata a promuovere forme di turismo di massa. Un giorno, per puro caso, ho scoperto l’evento ITD promosso da Destinazione Umana ed essendo fortemente indirizzata verso un’idea di turismo sostenibile, ho deciso di iscrivermi.

Frequentare il corso ITD ha rappresentato un’opportunità di crescita sia dal punto di vista personale che professionale; ha maturato in me una maggiore consapevolezza delle mie capacità, della mia empatia e della voglia di trasmettere positività: credo fermamente che le persone abbiano bisogno di sentirsi ascoltate, di ritrovare la fiducia in sé e di essere sensibilizzate a considerare il viaggio anche come occasione per migliorare il mondo che ci circonda. Per questo ho poi deciso non solo di aprire un blog in cui affronto queste tematiche, ma di frequentare il corso per diventare Giuda Ambientale Escursionistica, per diventare io stessa una sorta di Destinazione Umana in movimento, che non solo disegna viaggi su misura, ma che accompagna le persone lungo il cammino.

L’approccio profondamente UMANO e l’onestà di Silvia e Andrea hanno smosso in me molte emozioni, portandomi a comprendere come tutte le persone che incontriamo sul nostro cammino rappresentino vere e proprie destinazioni che possono donarci ben più di un timbro sul passaporto.

L’approccio di Destinazione Umana al mestiere di Travel Designer è assolutamente non convenzionale con un focus maggiore sull’aspetto della relazione. Anche per chi conduce il corso, infatti, si tratta di un’occasione di arricchimento reciproco dove ciò che conta non è tanto insegnare un mestiere, quanto portare ognuno a scoprire il proprio modo di essere. È stato come ritrovarsi finalmente insieme a persone sulla mia stessa lunghezza d’onda, senza sentirmi strana o sbagliata. Al mio rientro ero piena di energia: non mi sembrava di aver partecipato ad un corso, bensì di essere stata ospite a casa di amici che conoscevo da tempo.

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"E non era stupida, sapeva quel che voleva. Solo, voleva cose impossibili." Cesare Pavese

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