In viaggio nella Transizione con Deborah Rim Moiso

Deborah fa parte di Transition Italia e si occupa di formazione e facilitazione con le Transition Towns dal 2009. Oltre all’entusiasmo per la trasformazione dal basso, porta un bagaglio di pratiche e riflessioni su come attivare testa, cuore, mani ed energia per il cambiamento personale e sociale. E in pieno spirito Transition, il suo motto è “che sia più una festa che una protesta!”.

Insieme a lei abbiamo ideato un viaggio a Totnes, la culla della Transizione mondiale (ma ce n’è in programma anche uno a Monteveglio, primo comune in transizione d’Italia).

Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio.

Chi sei?

Il mio nome vuol dire “laboriosa come un’ape”. Vivo in Umbria, nei boschi di querce, dove sperimento uno stile di vita che potremmo chiamare neo-rurale… mi prendo cura di un ettaro di terra e viaggio per l’Italia e l’Europa organizzando eventi e seminari.

Di cosa ti occupi?

Faccio parte di Transition Italia, il nodo italiano della rete di Transizione, come formatrice e facilitatrice. Viaggio con una “cassetta degli attrezzi” di strumenti per l’innovazione sociale che propongo a gruppi, associazioni e persone che stanno prototipando soluzioni per un futuro di benessere. Se cerco il filo comune tra i miei progetti, trovo creatività e comunità. Amo essere stupita da quel che emerge dal “genio collettivo”.

Cosa sognavi di diventare da piccola? Pensi, in un certo senso, di aver realizzato, il tuo sogno?

Uno dei miei sogni era conoscere tutti gli abitanti del mio paese per nome… Creare connessioni tra le persone è sempre stata la mia passione.

Ti senti una viaggiatrice?

Sempre. Il mio sogno è sentirmi a casa in ogni posto del mondo, e in viaggio quando sono a casa.

Ciò che non può mancare nel tuo bagaglio?

Penna e quaderno.

Il primo viaggio che ricordi?

Ho fatto le scuole elementari in campagna, la maestra organizzava gite di istruzione nelle fattorie del paese, ovvero a casa dei compagni di classe! Ricordo la curiosità di conoscere le vite degli altri e le scoperte che si potevano fare a pochi metri da casa. Il viaggio è una condizione interiore, non sempre una questione di chilometri.

E il viaggio più importante della tua vita (e che magari te l’ha pure cambiata)?

Finita l’università sono partita per un viaggio in Irlanda: dovevo restare una settimana e sono rimasta quattro anni! Abitavo in un caravan vista mare, in un’isola di 800 abitanti, nell’Oceano Atlantico. Sulle isole la sostenibilità e l’uso delle risorse sono temi che vengono naturali: ho imparato l’agricoltura biologica, l’organizzazione di comunità, una vita semplice e vicina alla terra.

Cosa fai (o dove vai) quando hai bisogno di trovare l’ispirazione?

L’acqua è un elemento particolarmente importante per me, soprattutto l’acqua dolce. Vado alla ricerca di fiumi in cui lasciar scorrere i pensieri.

Il libro (o il film) che vorresti vivere?

Ho una passione per l’animazione giapponese: vivrei volentieri nel Castello Errante di Howl, dove il portone si apre su quattro posti diversi, mare città colline e cielo, usando la magia invece dei combustibili fossili!

Di cosa hai paura?

Di tutto quello che limita la creatività e l’immaginazione. Di quella voce dentro e fuori che dice “non si può fare” o “si è sempre fatto così…”

Cosa significa per te la parola Crisi?

Dalla crisi alla crisalide. Il bruco contiene già tutte le informazioni per diventare farfalla, solo che ancora non lo sa.

C’è una persona (del presente, del passato, reale, immaginaria) che per te è o è stata fonte di ispirazione attraverso la sua storia?

Nel 2004 è andata a fuoco la casa che Rob Hopkins e sua moglie Emma avevano costruito, con l’aiuto di decine di volontari, in materiali naturali e in bio-edilizia. Dalle ceneri di quell’incendio, è nata una rete di solidarietà e sostegno e, quattro anni dopo, Rob è stato tra i fondatori del movimento internazionale di Transizione, che ora conta più di 2000 iniziative in tutto il mondo. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui e di fargli da interprete durante le sue visite in Italia: ammiro la sua positività, speranza e coraggio, che esprime con umanità e semplicità.

Spiritualità, Ruralità, innovazione, cambiamento: quale ispirazione scegli?

Innovazione. Il viaggio accende la curiosità, e dalla curiosità può nascere qualcosa di nuovo.

Il viaggio da destinazione umana che consiglieresti a tutti?

Un viaggio in compagnia di un piccolo gruppo, una comunità temporanea di esploratori. Con tanti stimoli ma anche tanto tempo libero per perdersi. Perdersi per trovarsi, naturalmente!

[SE VUOI ANDARE SULLE STRADE DELLA TRANSIZIONE CON DEBORAH, GUARDA QUI]

Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.