Scoprendo gli Inspirational Travel Designer: Letizia Trento

Life coach giramondo, Letizia crede nei viaggi mossi dall’istinto e dall’intuizione, ma anche nella pianificazione accorta. Interpreta il viaggio come una sospensione spazio-temporale che consente al viaggiatore di riscoprire ogni volta nuovi pezzi di sé di cui i luoghi e le persone sono custodi da sempre. Per questo crede sia importante trovare la meta adatta, host accoglienti con una storia di vita che possa fondersi con quella del viaggiatore. Per questo è diventata un’Inspirational Travel Designer, ovvero l’agente di viaggi del futuro.

Si è raccontata a noi in questa intervista.

 Chi sei?

Letizia.

Di cosa ti occupi?

Sono life coach e lavoro con le persone e le aziende con lo scopo di valorizzarle. Poi da molti anni mi occupo di sport: sono tecnico educatore e trainer in diversi impianti natatori.

Cosa sognavi di diventare da piccola? Pensi, in un certo senso, di aver realizzato il tuo sogno?

La veterinaria. Non credo sia sbagliato dire che c’è un “cucciolo” in ognuno di noi. Aiutare le persone attraverso vari strumenti e lavorare con le aziende a trovare nuove strategie di miglioramento, sono il mio modo di occuparmi della felicità e del prendersi cura. Quindi in fondo, direi di sì.

Ti senti una viaggiatrice?

Decisamente. Viaggiare è una delle cose che amo di più, e che scatena la mia curiosità. Nei posti nuovi divento letteralmente come un gatto: giro, annuso, osservo, ascolto, assaggio.

Cosa non può mancare nel tuo bagaglio?

La musica. E un buono strumento per far foto e video.

Il primo viaggio che ricordi?

Calabria. E i mille chilometri per arrivarci. Gli oleandri fioriti che scorrono nel mezzo dell’autostrada del sole e i viadotti a strapiombo per arrivare sulla Sila.

E il viaggio più importante della tua vita?

La Tunisia. Djerba e un giro fino all’Algeria. E’ stato il primo viaggio che ho scelto di fare da sola. Viaggiare in solitudine è stupendo, ti dà conferma di ciò che puoi, di ciò che realmente vuoi. E la Tunisia una terra interessante dai colori incredibili: è stato un bel battesimo.

Cosa fai (dove vai) per trovare l’ispirazione?

Prendo un qualsiasi mezzo di trasporto e mi allontano. Ho bisogno di un altro orizzonte. Se posso, l’ideale è prendere un aereo. Già nell’istante in cui varco la soglia dell’aeroporto accade una magia e osservo tutto in modo diverso.

Il libro (film) che vorresti vivere?

Hollywood Party. Un giovane aspirante attore di origine indiana, candido come Forrest Gump a un party hollywoodiano pieno di cose e persone incomprensibili. Un elefante in un negozio di cristalli: più che volerlo vivere, diciamo che mi ci riconosco.

Di cosa hai paura?

Di ciò che la gente non vede di se stessa.

Cosa significa per te la parola crisi?

La crisi è un momento di crescita. E’ qualcosa che non può mancare nel corso di una vita. Viviamo in un mondo complicatissimo, siamo costantemente alla ricerca della ricetta giusta per la felicità e secondo me ci arriviamo, se prima non “brasiamo” completamente il pianeta.
Entrare in crisi fa parte dell’evoluzione: significa mettere in discussione il sistema di riferimento che conosciamo, gli schemi che abbiamo agito. Vuol dire prendersi la responsabilità di oltrepassare una visione che non ci appartiene più, e conseguentemente di trasformarla in una più autentica: è un passaggio delicatissimo, che non può certo essere indolore.

C’è una persona che per te è o è stata fonte di ispirazione attraverso la sua storia?

Ce ne sono tante. Le ho incontrate nel corso del tempo, in diversi ambiti. Il sapere che ci sono persone con una coerenza e un amore profondi, è davvero incoraggiante. Nessuna di loro entrerà a far parte della storia. Fanno cose incredibili nel più assoluto anonimato, silenziosamente, il loro lavoro è tenace, autentico.

Spiritualità, Ruralità, Innovazione, Cambiamento. Quale ispirazione scegli?

Eh, bella domanda. Il concetto di innovazione mi diverte un sacco, ma mi stanca moltissimo, se non sono centrata. Quindi prima spiritualità, lentezza, silenzio, anche una zappa in mano che non guasta mai: trovato il focus, arriva il tempo per l’innovazione.

Che viaggio di DU consiglieresti a tutti?

Una qualsiasi meta del sud. Il mezzogiorno è una terra magnifica con grandi problematiche. Trovo che valorizzarlo con attenzione, aiuti a comprenderlo e a far emergere le forze e i talenti migliori che possiede. Credo che le “transumanze” estive in bellissime zone come il Salento che d’improvviso vanno di moda non siano di aiuto, mentre un b&b fuori stagione a casa di qualcuno che ha davvero una storia da raccontare sia prezioso e racconti una cultura. Insomma, se uno ha proprio voglia di transumanza, allora consiglio quella vera, in Sicilia! Meraviglia…

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Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.

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