In viaggio con Elizabeth Sunday, che insegue i suoi sogni in aereo (e ci accompagna in giro per il mondo)

Elizabeth Sunday era un’insegnante di ruolo. Poi il posto fisso ha iniziato a starle un po’ stretto e si è messa in aspettativa. Destinazione Cambogia. Un salto nel vuoto difficile che, però, col tempo le ha regalato una nuova vita, e tanta libertà. Ora insegue sogni e passioni, per lo più a bordo di un aereo. un giorno di 3 anni fa ha mollato il posto fisso ed è partita per il Sud-Est Asiatico dove è rimasta per 5 mesi. Oggi scrive cronache semiserie dei suoi viaggi bizzarri. E poi è una Travel Angels.

Dal 15 al 28 agosto prossimi, Elizabeth ci guiderà attraverso un tour del Myanmar, paese affascinante a cavallo tra tradizione e modernità, famoso per la sua gente sorridente e ospitale (vestita ancora in abiti tradizionali!) e la sua forte spiritualità.

Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio. Puoi lasciarti ispirare dalla sua storia e dal suo stile di vita là dove si sente a casa. In viaggio.

Chi sei?
Sono Elizabeth Sunday, che poi è la traduzione in inglese dei miei (in realtà tre) nomi. Dal mio primissimo viaggio in Inghilterra mia sorella mi chiamò così, e tale rimase. Amo osservare le persone e scriverne – anche me stessa. Insegnare. Ispirare. Sono una courage maker.

Di cosa ti occupi?
Scrivo articoli e sul mio blog, guido sessioni di meditazione e yoga per liberare la gente dall’ansia e dallo stress, organizzo e guido viaggi in Oman, insegno inglese e italiano online.
Nel tempo che mi rimane sogno a occhi aperti.

Cosa sognavi di diventare da piccola? Pensi, in un certo senso, di aver realizzato, il tuo sogno?
Da piccola sognavo di fare la missionaria, di aiutare i bisognosi, di vivere povera tra i poveri. Appena finii l’università feci alcune esperienze di volontariato in Africa e lavorai per un periodo nella cooperazione internazionale. Ho realizzato il mio sogno di regalare un anno della mia vita gratuitamente a chi aveva bisogno di me, e il caso volle che ciò avvenisse in Cambogia. Ora il mio sogno è di vivere facendo volontariato per sei mesi all’anno, e lavorare nei restanti sei. Vedremo se riuscirò a realizzarlo: i sogni, si sa, si avverano solo se hai il coraggio di essere te stessa.

Ti senti una viaggiatrice?
Mi sento una migrante. Mi piace vivere per almeno un anno nello stesso luogo, e vedere come va. Viaggiare è immergersi in altre culture e a me piace farlo il più a lungo possibile.

Ciò che non può mancare nel tuo bagaglio?
I libri. Ma non gli ebook: proprio i libri in formato cartaceo. Il mio bagaglio è sempre duplice: uno per i vestiti, uno per i libri. Mi porto dietro sempre gli stessi libri ispiratori – che rileggo in qualità di emergency kit – più un paio di libri nuovi da leggere in viaggio. Chi scrive non può non leggere, e libri sono anche la migliore compagnia nelle giornate di solitudine.

Il primo viaggio che ricordi?
Un viaggio a Lourdes con mia mamma, quando frequentavo la scuola media. Andammo con un viaggio organizzato dalla sua azienda, in compagnia di una sua collega e amica e della figlia di lei. Dormimmo in treno in cuccetta, circondati da malati e tanta spiritualità. Ricordo che guardavo con ammirazione quelle che chiamavano “le crocerossine”, ovvero le volontarie che accompagnavano i malati. E sognavo di farlo anch’io. Mi presi anche una cotta per un infermiere, figlio di un collega di mia mamma. Fu il mio primo amore in viaggio, seppur solo nella mia immaginazione.

E il viaggio più importante della tua vita (e che magari te l’ha pure cambiata)?
L’anno in cui feci l’esperienza di volontariato in Cambogia, il mio primo anno di aspettativa dal posto fisso (ero un’insegnate di ruolo). Arrivai carica di stress, mi spogliai di tutto, mi immersi nella cultura asiatica e imparai ad adattarmi alla vita in comunità. All’inizio fu difficile, poi fu libertà. Ero felice, mi svegliavo all’alba carica di luce e di energia, davo tutto e ricevevo di più. Ricordo unasera al tramonto, sdraiata sull’erba circondata dai cani della missione, vicino a una pozza d’acqua con i fiori di loto: lì pensai “Se dovessi morire in questo momento, va bene. Sono soddisfatta, sto facendo quello che sognavo, in linea con ciò che sono, e mi sento a casa.”

Cosa fai (o dove vai) quando hai bisogno di trovare l’ispirazione?
Spengo il telefono per uno o due giorni. Niente internet o messaggini. E rileggo un vecchio libro di una famosa scrittrice degli anni sessanta che fu di mia mamma, delle cronache familiari scritte con senso dell’umorismo e umiltà. Ritrovo subito l’ispirazione.

Il libro (o il film) che vorresti vivere?
Dirty Dancing. L’avrò rivisto almeno una decina di volte, sempre sognando davanti alla scena finale in cui Johnny invita Baby a ballare dicendole: “Nessuno può mettere Baby in un angolo”. Anche se poi, nella realtà, dall’angolo mi sono sempre tolta da sola.

Di cosa hai paura?
Delle bugie.

Cosa significa per te la parola Crisi? 
Crisi = Rinascita. Dovrebbero metterlo nei dizionari. Ogni mia crisi è sempre stata un momento di profondo dolore in cui toccavo il fondo. Ma finito il momento di disperazione, ogni volta sono rinata a persona nuova. L’ultima crisi che ho avuto è stata quando ho dovuto ammettere a me stessa che la relazione che stavo vivendo con un ragazzo omanita non era sana e mi stava rovinando la salute e la vita. Un anno di attacchi di panico, la partenza per l’India e l’incontro con la meditazione tibetana buddhista, che mi ha cambiato la vita. Se prima non avessi toccato il fondo, non sarei mai sbocciata. Le situazioni negative, le crisi, sono un’opportunità, non un ostacolo.

C’è una persona (del presente, del passato, reale, immaginaria) che per te è o è stata fonte di ispirazione attraverso la sua storia?
La scrittrice, poeta e ambientalista italiana (naturalizzata keniota) Kuki Gallmann, autrice del famoso libro “Sognavo l’Africa”. Kuki ha seguito l’amore prima e l’istinto poi, facendo nascere da due tragedie (la morte del marito e del figlio) un’impresa bellissima, la Gallmann Memorial Foundation, un’organizzazione che promuove la delicata coesistenza tra uomo e natura. Una donna forte e meravigliosa.

Spiritualità, Ruralità, innovazione, cambiamento: quale ispirazione scegli?
Spiritualità, che richiede il coraggio di guardarsi dentro e dirsi: “Oh, sono fatto così, pregi e difetti. Mi accetto, miglioro ciò che non mi piace, e finalmente mi rilasso.” Un viaggio è sempre spiritualità, perché permette di staccare dalla routine quotidiana e toccare con mano la bellezza della vita. La bellezza della vita è armonia, e l’armonia è spiritualità.

Il viaggio da destinazione umana che consiglieresti a tutti?
Un bel viaggio in Oman, con momenti di silenzio tra le dune del deserto, la notte con un cielo nero pieno di stelle. Sono momenti unici in cui si può tirare un sospiro di sollievo e dire: “E ora chi ci torna più a casa?”. C’è anche chi decide di cambiare vita. (Per il momento, però, puoi seguirmi in Myanmar, dal 15 al 28 agosto 2017)

Vuoi fare un viaggio all’estero con le travel angels?
Hai solo l’imbarazzo della scelta!

IRANNEPALMYANMAR

Responsabile comunicazione

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