Il viaggio come esperienza spirituale (secondo Elizabeth Sunday)

La pace parte dall’individuo. Quando viaggiamo, portiamo nel mondo ciò che siamo: il nostro carattere, ciò in cui crediamo, l’amore e la compassione. Quando interagiamo con popolazioni diverse, è la nostra anima a interagire, e lo fa attraverso il viso, il corpo e le nostre parole. Ma anche attraverso la nostra capacità di restare in ascolto silenzioso e vedere l’altro cos’ha da insegnarci nella sua diversità. Anche tra le mura di casa.

Capacità di ascoltare se stessi e gli altri, svuotare la mente, lasciare andare, calmarsi, accettare, donarsi. Tutto questo, per me, è spiritualità. Come svilupparla? Se si è a casa propria, c’è sempre la possibilità di prendersi un momento della giornata per sé, per meditare e fare silenzio; se si è in viaggio, c’è sempre un luogo in cui potersi rifugiare, fare meditazione o yoga e ricaricarsi. Basta volerlo.

Yoga non significa per forza fare chissà quale posa strana, o essere flessibili; yoga è qualunque esercizio che aiuti a connettere il corpo con la mente. Anche una passeggiata riflessiva può essere yoga.

La mia ricerca spirituale cominciò per caso – anche se nulla avviene mai per caso. Ero in Cambogia a fare un’esperienza di volontariato di un anno in una scuola. Una domenica entrai in una pagoda buddhista e vi trovai delle persone che stavano meditando. Un monaco in veste color zafferano mi porse un piccolo libro: Vipassana Meditation. Quel libro mi aprì a una dimensione spirituale che non conoscevo: lavorare su se stessi per far star bene gli altri. Da lì la mia ricerca, negli anni successivi, mi portò in Myanmar, India e Nepal. Seguendo l’istinto e ciò che ci fa stare bene – e smettendo di inseguire invece ciò che ci dà sicurezza ma ci ingabbia – possiamo arrivare a una comprensione profonda di noi stessi ed essere felici. Ma dobbiamo volerlo.

La famosa insegnante di meditazione Sharon Salzberg ha detto: “Possiamo viaggiare a lungo e fare tante cose diverse, ma la nostra felicità profonda non deriva dall’accumulare nuove esperienze. Essa nasce dal lasciare andare ciò che non è necessario, sapendo che siamo sempre a casa. La vera felicità potrebbe non essere affatto lontana, ma richiede un cambiamento radicale sul dove si pensa si possa trovare”.

Liberatevi del bagaglio inutile e partite; lasciate a casa i pregiudizi, l’ego e aprite gli occhi: il mondo può essere un rifugio, e un viaggio il vostro nuovo modo di vivere la vita.

Questo post è stato scritto da Elizabeth Sunday Siyabi per “Destinazione Umana: La guida di Viaggio per Cambiare Vita
Elizabeth è nata a Torino. Per qualche anno ha fatto la cooperante, poi la volontaria in Kenya e Madagascar. Ha lavorato come insegnante, poi ha chiesto un’aspettativa ed è partita. Prima otto mesi in Cambogia a fare volontariato e l’anno dopo un lungo viaggio per realizzare un sogno: Vietnam, Cina, Thailandia, Myanmar, Malesia, Iran e Oman. Ora è insegnante di Yoga e viaggia rincorrendo i suoi sogni e racconta il suo percorso su Toohappytobehomesick.

Elizabeth è anche una Travel Angels, ovvero una viaggiatrice disinvolta e fuori dagli schemi così come Claudia e Daniela. Insieme a loro vivremo indimenticabili viaggi in giro per il mondo. Il primo parte a fine maggio (dal 19 al 28). Destinazione IRAN.

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Scopri QUI tutte le informazioni sul viaggio in Iran con le Travel Angels

 

Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.