Sotto lo stesso cielo: la nuova rubrica di Nina & Giuse

Non servono grosse presentazioni per Nina & Giuse perchè loro sono bravissimi a raccontarsi da soli.

Noi li abbiamo conosciuti (virtualmente), intervistati e accolti tra i nostri testimonial un annetto fa. Poi abbiamo avuto il piacere di ospitare un loro contributo nella guida di viaggio per cambiare vita e quando, sotto Natale, abbiamo scoperto che sarebbero tornati per un po’ in Italia siamo corsi a incontrarli di persona. Ed è stata subito intesa. Tanto che da quei due giorni passati insieme sono nati un viaggio di gruppo in India (in partenza a Pasqua 2017, presto i dettagli!) e una nuovissima rubrica per il nostro magazine. Quella che vi introduco oggi per l’appunto. Cadrà (per ora) ogni due settimane e si chiamerà “Sotto lo stesso cielo”. Racconterà storie di incontri umani ed esotici in giro per il mondo dalla prospettiva di due viaggiatori che un giorno hanno deciso di abbandonare tutte le loro zone di comfort per riconquistarsi un tempo di vita cucito su misura per loro e per il loro sogni, bisogni, affetti, abilità, limiti e paure.

Premesse finite. Ora vi lascio al primo capitolo di questo nuovo pezzo di strada che percorreremo insieme. Sguardo al cielo, e buona lettura!

«Avevamo un lavoro. Una bella casa in affitto. Una macchina nuova. Una vita normale, che scorreva giorno dopo giorno, come i granelli di sabbia di una clessidra.

Poi, un dubbio. Prima piccolo e sfuggevole, poi talmente grande da non poter essere più ignorato. Questa vita, è davvero la nostra? È questo il meglio che possiamo costruire? Stiamo sfruttando al massimo le nostre capacità?

E poi, il 9 giugno 2014, la scelta: facciamo di questo dubbio una strada da percorrere. Lasciamo tutto e viaggiamo per il mondo.

“Sì ma perché un viaggio?”

Una fra le domande più difficili che abbiamo ricevuto all’inizio di questa grande follia. Gli amici ci chiedevano con insistenza per quale ragione avessimo deciso di affidare ad un giro del mondo il compito e la responsabilità di cambiare le nostre vite.

Era difficile rispondere, cercare di dare un senso razionale e concreto a quella che più che una scelta ragionata, in realtà, era stata una specie di visione improvvisa, una sensazione adrenalinica che ci aveva fatto immediatamente stare bene.

Così, a quegli stessi amici, raccontavamo della necessità di uscire dalla nostra zona di comfort, del bisogno di scoperta di qualcosa di diverso, di rompere gli schemi, di trovare il nostro posto nel mondo (qualunque cosa significasse).

Tutta teoria, all’epoca. Stavamo parlando per frasi fatte, in un certo senso. Frasi fatte che ci suonavano sensate, giuste, sagge, ma non eravamo in grado di spiegare perché.

A furia di tentare spiegazioni, alla fine siamo partiti, infilando nel bagaglio tutte quelle domande ingombranti e le relative risposte, ingarbugliate e stropicciate fra il sacco a pelo e i calzini.

Durante il viaggio, le teorie diventano concrete. Diventano ore insonni sui treni, mani sporche di terra, notti nere e silenziose, lingue sconosciute, cibi piccantissimi, e quello zaino sulla spalla, a volte troppo leggero, a volte troppo pesante.

Poi un giorno, mettendo a posto le tue cose, ritrovi quelle stesse domande, improvvisamente fattesi piccine, e le risposte che avevi dato, ormai tutte accartocciate.

E a quel punto ti accorgi che il senso dell’andare, finalmente, è diventato chiaro.

Viaggiare significa immergersi nell’umanità dentro e intorno a noi.

Trovarsi a poter essere qualcuno di nuovo e diverso da ciò che siamo sempre stati. Scoprirsi capaci di fare cose mai fatte prima, di avere reazioni nuove, emozioni differenti, accorgersi che il vecchio modo di pensare, quello che fino a ieri sembrava infallibile (o quantomeno piuttosto efficace) improvvisamente è spazzatura.

E per cui, dopo aver passato i primi due mesi in giro a cercare di macinare luoghi, viaggiando in pullman quasi 48 ore per ascoltare il ghiaccio del Perito Moreno spaccarsi sotto i tuoi occhi, ad un tratto tutto cambia.

Ti scopri a parlare più di quel viaggio eterno, fatto di struzzi e alpaca che attraversano la strada, di silenzi infiniti e strade deserte, che della sua destinazione; quasi che il Perito Moreno, una volta raggiunto, non esista più. Comprendi che è vero quel che si dice, che conta più il viaggio della meta, perché è nel cammino che accadono le cose, è nell’attesa che si formano le idee, è nel movimento che si risvegliano le emozioni.

E ancora, più che i luoghi, sono gli incontri fatti, le persone con cui hai condiviso paesaggi e pensieri, le storie che hai ascoltato, l’emozione negli occhi di chi avevi di fronte, questo è ciò che resta di un viaggio, alla fine.

Scoprire che siamo tutti diversi sì, ma tutti condividiamo lo stesso cielo, ci facciamo domande, diamo risposte sbagliate, viviamo paure, sogni, dubbi ed emozioni. E che guardare lo stesso cielo con milioni di occhi sempre diversi, imparare un diverso punto di vista, condividere con qualcuno la meraviglia del mondo e il grande mistero della nostra esistenza, è ciò che rende unico e speciale questo grande viaggio che si chiama Vita.

Questa rubrica raccoglierà tutte le storie di umanità di questi nostri anni di viaggio attorno al mondo, dagli incontri estemporanei che durano il tempo di un’emozione, alla nascita di grandi legami, fatti per durare nel tempo. Nel mezzo, il nostro viaggio verso la destinazione umana finale.

Noi stessi.»

Nina & Giuse


▶ ▶ CONSIGLI DI VIAGGIO
Dopo aver letto questo racconto meraviglioso e sognato cieli pieni di stelle, forse vi è venuta voglia di partire. Ma non serve fare il giro del mondo, potrebbe bastare Pantelleria. A fine maggio. A conoscere un’altra coppia coraggiosa che ha lasciato Milano e trovato il suo posto nel mondo su questa isola selvaggia. E a fare un corso di scrittura creativa.
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Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.