#libridaDU – Despero, amore e musica a Bologna

“Non so se amo di più Bologna o scrivere di lei”. Così Gianluca Morozzi invitava qualche giorno fa i suoi fan di Facebook a intervenire alla presentazione di Bologna d’Autore, una raccolta a cui ha partecipato anche lui. Personalmente, basterebbe questa singola frase a farmi innamorare di lui (come scrittore), ma ci voglio aggiungere le sensazioni che ho sempre provato tuffandomi nei suoi libri… come sentirsi a casa! Fra i tanti, ne ho scelto uno: Despero.

Non solo perché parla della Bologna degli anni novanta, la Bologna che ho vissuto anch’io, guardandola da lontano, dalla prospettiva di un adolescente ancora troppo timido per buttarsi nelle viscere del suo underground. La attraversavo con la mia bicicletta, fermandomi proprio negli stessi luoghi descritti in Despero, quasi con la stessa luce, alla stessa ora… in effetti, leggendo avevo proprio l’impressione di essere lì, o di esserci stato.

Anche il mio status di musicista non affermato – per usare un eufemismo – mi avvicina ai protagonisti del romanzo, membri di una band che vivacchia per anni calcando piccoli e poco prestigiosi palchi finché non imbrocca il pezzo giusto, il successo che l’allontana dalla genuinità della garage band e la proietta nel girone infernale-paradisiaco del mainstream, seppure marginale.

Della ricetta fanno parte anche i grandi classici della post-adolescenza, dall’amore ovviamente non corrisposto alle rivalità fra gruppi. Lo sfondo immancabile è sempre Bologna, che per me – senza nulla togliere alla scrittura leggera, diretta, familiare, stupenda di Morozzi – rimane il valore aggiunto della maggior parte dei suoi libri, spesso e volentieri conditi con la sua condivisa (almeno da me) passione calcistica.

Insomma, se siete bolognesi non potete non aver letto qualche suo libro, è proprio vietato non farlo. Se non siete bolognesi… leggetelo lo stesso e sperate che prima o poi nasca un Morozzi anche nella vostra città!