La “mia” Bologna Umana #1 / lo sguardo di SilviaB

Bologna è me qualche sera fa, mentre camminavo da sola sotto il portico del Pavaglione, coccolata dalle luci gialle, che solo a Bologna mi sembrano lucenti così.

Bologna è me a sette anni che salgo sulla Torre Asinelli con mio nonno, e lui mi dice che dalla cima, nelle giornate limpide, se guardi bene puoi vedere il mare.

Bologna è me in seconda media che sbaglio la fermata dell’autobus e invece che scendere a quella della scuola mi ritrovo a vagare spaventata sotto i portici del centro che mi sembrano tutti uguali.

Bologna è la notte di giugno in cui è nato il mio bambino, e io che guardo dalla fessura di una finestra il viale interno dell’ospedale S. Orsola, mentre le luci gialle luccicano sotto un temporale estivo.

Bologna è Monte Donato un venticinque aprile di molti anni fa, è il ponte di via Stalingrado in bicicletta in discesa, è il ponte di Via Libia e io bambina che allungo la testa per vedere se nel campo sotto giocano a calcio. Bologna è mia sorella che mi dà appuntamento in via San Vitale, è mia madre che odia parcheggiare in centro, è me che in centro ci vorrei abitare. Un giorno.

Bologna è tutte le volte che mi sono innamorata, che fosse per cinque minuti o per molti di più, i luoghi e gli angoli che ho camminato in una geografia sentimentale intuitiva ma assolutamente precisa: San Michele in Bosco, via Rialto. Il Portico dei Servi. I Giardini Margherita, Piazza Santo Stefano.

Bologna è il panorama da casa mia. É me e le mie sorelle che ci rifugiamo sul terrazzone del nostro palazzo per ripetere un esame, per fare una telefonata, per scappare chissà dove. É tutte le canzoni che ho ascoltato con le cuffie nelle orecchie camminando. É il semaforo di via Castiglione che trovo sempre rosso. É le tagliatelle al ragù con il vino rosso mangiate leccandosi un po’ le dita. É il Portico di San Luca con appuntamento al Meloncello. É il sottopassaggio della stazione e il rumore delle ruote della valigia, è la tangenziale all’uscita 4 sopra a cui passano gli aerei. É l’incrocio tra via Pietralata e via del Pratello, con quel cartello attaccato sul muro: “Restiamo Umani”.bologna_umana_silvia

Bologna mi ha custodita da sempre, silenziosa, allegra, complice e accogliente, Bologna mi ha guardata crescere, da quando ero la bambina che cercava il mare dalla cima dellaTorre Asinelli fino alla sera in cui camminavo sotto il Portico del Pavaglione, anche se ancora non mi ha svelato se il mare dalla Torre si vede, ma probabilmente nella prossima giornata davvero limpida andrò a controllare.

La mia #BolognaUmana è tutto questo e molto altro.


[VIAGGIA CON NOI] Per le vacanze di Natale vorremmo portarti alla scoperta di Bologna, in un modo tutto nuovo e originale. Abbiamo organizzato tre partenze, a Natale, a Capodanno e a cavallo dell’Epifania e in queste settimane proveremo a farti immergere nell’atmosfera che troverai con una serie di racconti intimi, personali e ispirazionali che puntano lo sguardo sull’umanità di questa città dall’anima grande.

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Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.