Una ciliegia tira l’altra!

Giugno. Caldo torrido e improvviso. Sete e bisogno di fresco. Cosa c’è di meglio di una rigenerante e dolce manciata di ciliegie? Forse è lo stesso pensiero che mi è affiorato alla mente l’anno scorso, quando ho deciso di impostare la mia tesi di laurea proprio sulle ciliegie. Beh d’altronde le nostre campagne sono terre favolose per la coltivazione dei maestosi, alti ed imponenti alberi di ciliegio, che già dai primi giorni di primavera si riempiono di bianchi e profumatissimi fiori, che avvicinandosi all’estate ed alla stagione calda, si trasformeranno in frutti.

Frutti tondi, più precisamente drupe, con colore dal rosso acceso al bordeaux, lucide, perfette, con un fantastico contrasto verde dato dal picciolo e soprattutto buone, succose e dissetanti. Frutti comodi da mangiare e che si sostituiscono facilmente ai popcorn davanti alla TV. Ricordo ancora l’interminabile attesa e la gioia che da bambina mi assaliva nel momento in cui riuscivo a mangiare la prima ciliegia. E più dolce era, più buona era, e più lasciavo macchie rosse sulle magliette bianche: un vero disastro.
Ma cosa colpisce noi grandi divoratori e mangiatori di ciliegie? Prima di tutto il colore e la pezzatura, ovvero la grandezza del frutto. Più è grande e rosso scuro e più siamo propensi a pensare che esso sarà dolce e buono. Ciò è dovuto ad un’immediata associazione cerebrale che ci porta a collegare il colore scuro al frutto maturo e quindi al frutto dolce, ma non è sempre vero. Certi frutti, ed è anche il caso della ciliegia o del durone, esteriormente sono molto chiari, ma per una loro caratteristica intrinseca che non pregiudica lo stato di maturazione e dunque il sapore o il tempo conservazione. Poi passando al gusto, adoriamo il frutto dolce, succoso e croccante: una bella ciliegia che scrocca appena viene addentata e che rilascia un’abbondante quantità di succo zuccherino…irresistibile, no?
Ma non c’è niente di meglio del frutto appena raccolto dall’albero, del frutto fresco che profuma ancora di campagna, di verde, di natura: tutta un’altra cosa rispetto a quello che si trova sugli scaffali e che ha attraversato l’Europa o l’oceano stretto e chiuso dentro un container.
Ormai, per quest’annata, le ciliegie e i duroni stanno terminando, ma durante la prossima estate dobbiamo approfittare dei frutti che ci offre il nostro fantastico territorio tentando di oltrepassare lo stereotipo del rosso intenso, della pezzatura e dell’aspetto esteriore…anche perché è inutile negarlo: una ciliegia tira l’altra!

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