#canzonidaDU: In Zaire

Il 30 ottobre del 1974 in Zaire andò in scena un evento destinato a rimanere nella storia sportiva e sociale dell’umanità. Muhammad Alì sconfisse sul ring di Kinshasa George Foreman davanti a migliaia di spettatori che erano lì per vedere “La rissa nella giungla” fra i due giganti del pugilato.

Questo storico match è ripercorso da Johnny  Wakelin in In Zaire, canzone del 1976 che parla di Alì e del suo successo contro ogni pronostico. Aveva dichiarato prima dell’incontro al favorito Foreman che “avrebbe ballato sul ring” , poi fece stancare l’avversario sfruttando la calura africana (nonostante il match si disputasse a notte fonda) per metterlo KO all’ottavo round.

https://www.youtube.com/watch?v=7nwZ7Al3mc8

Ma in Zaire non andò in scena solo un evento sportivo. Migliaia di africani erano accorsi per vedere da vicino l’uomo che aveva osato ribellarsi, rinnegando il suo nome da schiavo e affiancando leader storici nella lotta contro la segregazione razziale in America, un paese che all’epoca era ancora radicato alle discriminazioni sociali ed etniche di un secolo prima.

Alì si ribattezzò anche in virtù della sua conversione all’Islam. La sua nuova identità e il suo nuovo nome gli diedero la forza per combattere non solo sul ring, ma anche nella vita di tutti i giorni – la sua e quella di milioni di altre persone – in difesa della libertà e della giustizia.

«Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali, un nome libero. Vuol dire amato da Dio».