Ma quanto è bella questa spugna!

È già da un bel po’ di tempo che tra le mie autoproduzioni il sapone regna ai primi posti della classifica. È un’arte stupenda che permette davvero di riscoprire quanto sia facile, ma soprattutto divertente, creare i propri saponi in maniera naturale e senza più rimpiangere quelli acquistati.

Già avevo parlato di questo in un articolo nel blog che tengo col mio compagno, volevo invece condividere con Vivisostenibile il mio ultimo esperimento “saponario”: IL SAPONE CON LA LUFFA….una vera rivoluzione!

Prima di tutto specifichiamo che la luffa è un genere di pianta rampicante appartenente alla famiglia delle cucurbitacee originaria dell’Asia ma ora ampiamente coltivata anche in Italia. A vedersi sembra esattamente un incrocio tra una mega zucchina e un mega cetriolo.

Si semina tra fine marzo e inizio aprile, è un tipo di coltura che richiede molta acqua e un clima caldo umido, tant’è vero che spesso e volentieri viene coltivata in serre con sostegni appositi e purtroppo ci vuole molta cura e pazienza perché non sempre la sua coltivazione va a buon fine. Io stessa l’anno scorso avevo provato a seminarla nel nostro orto e in qualche vaso ma purtroppo l’esperimento non è riuscito…però ci stiamo riprovando quest’anno!

La caratteristica che ancora non ho menzionato di questa splendida pianta è che alla fine del suo processo DIVENTERÀ UNA FANTASTICA SPUGNA VEGETALE.
Questo accade perché dopo circa cinque/sei settimane dalla semina la pianta inizierà a fiorire (tra l’altro con splendidi fiori gialli) e a formare i primi frutti che pian piano nell’arco di 3 mesi cresceranno e cambieranno gradualmente colore dal verde al marroncino. Dopodiché si potranno raccogliere e basterà staccare delicatamente la parte esterna per ritrovarsi tra le mani questa speciale spugna vegetale. Ed ecco spiegato perché ho voluto sperimentare questo tipo di sapone! In realtà non ho inventato nulla: nel web questa pratica spopola parecchio tra gli accaniti saponificatori, quindi mi sono detta….perché non provarci anche io?!
Avendo fallito l’esperimento di coltivazione, ho reperito un paio di luffe presso l’azienda agricola di un nostro amico a Castelfranco Emilia e la scorsa settimana -piena di entusiasmo- mi sono messa all’opera.

Ho iniziato col lasciare a bagno le luffe per qualche minuto in modo che si ammorbidissero, quindi le ho tamponate a lungo con uno strofinaccio per togliere l’acqua in eccesso.
Mi serviva una forma abbastanza larga e lunga sia per poter inserire la luffa, sia per poter colare all’interno tutto il sapone necessario, per cui ho optato per riciclare due tetrapack del latte di riso che beviamo in casa; ho tagliato la parte superiore per aprirli e ho inserito perfettamente le luffe in ognuno.
A quel punto mi sono dedicata a fare la miscela del sapone usando sia olio di oliva (che a mio parere è il migliore per la pelle), sia olio di cocco per dare al sapone un po’ di schiuma. Concluso tutto il procedimento, ho colato il composto nei due tetrapack, ho sbattuto bene affinché si distribuisse bene attorno alle luffe così da togliere anche eventuali bolle d’aria e poi ho fatto mille scongiuri sperando che il mio esperimento fosse andato a buon fine!

Passati i due giorni canonici per lasciare indurire il sapone, non ho fatto altro che eliminare il tetrapack attorno con l’aiuto di un paio di forbici e tagliare i panetti a fette per ottenere più saponette.
IL RISULTATO DI QUESTO TIPO DI SAPONE È SORPRENDENTE: UN NORMALISSIMO SAPONE CON ALL’INTERNO UNA SPUGNA INCORPORATA. Insomma, un funzionalissimo prodotto *due in uno* fatto interamente in casa! Senza considerare poi il risparmio e l’impatto ecologico di questo tipo di autoproduzione: le spugne in commercio sono di plastica e di materiali petrolchimici, mentre la luffa è completamente vegetale e biodegradabile. È riutilizzabile più e più volte e, una volta usurata, può essere gettata tra i rifiuti organici o nel compost se avete un orto. In più sono bellissime da vedere.
Insomma…..aspetto speranzosa i due mesi di stagionatura per poter utilizzare il mio sapone spugnoso!
Qui sotto qualche foto della mia creazione passo dopo passo.

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Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.

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