Viaggio nel parco giochi dietro l’angolo

Playground around the corner è un blog, una app, è la storia di una mamma che viaggia con i suoi bambini. E quando viaggia mette in valigia il divertimento oppure lo trova nel parco giochi dietro l’angolo. Che è poi anche un luogo perfetto per immergersi in pieno nell’atmosfera di una città e nella vita di una comunità. Abbiamo fatto a Mary un po’ di domande in libertà. Sul suo progetto, sull’importanza del gioco e su un altro po’ di cose.

Raccontaci come è nato il tuo progetto, e anche qualcosa di cosa facevi “prima” di diventare Mary Playground!

Da sempre amo viaggiare e da quando ci sono i miei piccoli lo faccio con loro al seguito.
Playground Around The Corner nasce da un bisogno, quello di fare giocare i piccoli in viaggio: per fare divertire i bambini non sono necessari grandi parchi divertimenti ma il parco giochi dietro l’angolo è la perfetta soluzione. E da qui nasce il mio blog (ora anche app): per sopperire ad una mancanza di informazioni relativa a questi spazi, ai piccoli parchi giochi locali, che nel mondo sono ovunque e spesso davvero eccezionali.

Il blog è nato con la nascita del mio secondo figlio, quando il lavoro in un’agenzia di comunicazione che avevo da anni non era più quello che volevo dalla vita.. è stato un modo di reinventarmi, mettendo insieme la passione per i viaggi, il lavoro di comunicazione che ho fatto per anni e il desiderio di trascorrere tempo con i miei figli.

Un parco giochi è solitamente costruito e pensato a “dimensione di piccoli umani”. Se tu dovessi fare una top three tra tutti i playground da te scoperti in giro per il mondo, quali sceglieresti? Dove hai visto i tuoi bambini più affascinati e coinvolti?

Senza ombra di dubbio rispondo Danimarca! Qui i parchi giochi sono ben diversi dai classici scivoli e dondoli.. sono luoghi eccezionali dove i bambini chiedono di giocare e da cui non vorrebbero più andarsene.
Sull’isola di Mons per esempio, a ridosso delle Mons Klint, c’è un parco giochi molto originale realizzato su sabbia, con legno e rocce con che nascondo fossili di conchiglie,  per imparare giocando un po’ di storia del luogo appena visitato.
Oppure a Egeskow, ai piedi del castello, il playground fa giocare i bambini con giochi medioevali perfettamente contestualizzati con il luogo dove inserito. Birilli, percorsi di equilibrio, giochi di legno e labirinti, un parco giochi originale capace di coinvolgere bimbi di ogni età (e non solo).
Restando in Italia esempi di splendidi playground sono quelli che si possono trovare in Trentino: la Val di Fassa per esempio nasconde lungo l’Avisio splendide aree gioco.. Non solo scivoli e altalene, ma anche arrampicate, giochi con l’acqua e addirittura una baita dove nascondersi e giocare.

Secondo te un parco giochi racconta qualcosa del paese o della città in cui si trova e delle persone che ci abitano? Cosa?

Il parco giochi può raccontare tanto del luogo in cui inserito se accuratamente pensato.. Un’area gioco può nascondere elementi che richiamano la città di appartenenza: in Svizzera per es, in uno dei tanti paesini toccati dal Trenino Rosso, il parco giochi è tutto sviluppato tra rotaie e passaggi a livello.
In Trentino la baita, in aeroporto un aereo.. è bellissimo notare che anche un piccolo playground può raccontare qualcosa del suo contesto.
E poi in un parco giochi giocano i bambini del luogo così, mentre si gioca, ci si relaziona e si continua a conoscere sempre qualcosa in più del luogo visitato.

Svago, pausa, libertà, espressività: giocare racconta molto di noi. Tu cosa ne pensi?

Il gioco è crescita, sempre.. giocando si impara a rispettare delle regole, a socializzare con gli altri, ad accettare la diversità, a superare i proprio limiti.
Meglio quindi una roccia da scalare piuttosto che gradini tutti uguali, meglio una capanna dove nascondersi e fantasticare rispetto ad un dondolo.

Destinazione Umana racconta storie di Cambiamento, Innovazione, Ruralità, Spiritualità. Quale di queste ispirazioni trovi a te più affine e perché?

La mia è una storia di un cambiamento e da questo cambiamento si è innovato un tema fino a pochi anni fa davvero poco considerato.

Un cambiamento nato da un bisogno e cresciuto grazie alla rete di persone che da ogni parte del mondo, davanti ad un parco giochi, lo segnalano e me lo raccontano.

Cosa significa per te partire per una Destinazione Umana? ​

Destinazione Umana è pensare fuori dagli schemi e agire valorizzando le relazioni umane che stanno dentro ogni viaggio, che sia dall’altra parte del mondo, o che sia fuori dalla porta di casa. É passione, viaggio, cambiamento, curiosità. E anche un parco giochi può essere una Destinazione Umana.

Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.