Intervista a Luca Vivan

Uno scrittore, un viandante, un esploratore e un sognatore, e forse altre cose che faticano a trovare una definizione. Ci siamo conosciuti in un lento viaggio attraverso i tratturi d’Abruzzo, ci siamo scambiati tweet e pensieri e ora suggelliamo questo incontro dandogli il benvenuto tra i nostri Testimonial. Stiamo parlando di Luca Vivan che sul suo blog plasma il mondo con le parole. Come? Ce lo racconta in questa bella intervista.

Identikit da “Destinazione Umana”: chi è Luca Vivan? Chi era? E chi vorrebbe essere per esempio, tra dieci anni?

Definire è limitare, diceva Oscar Wilde e per il mio spirito libero e vagabondo non c’è cosa peggiore delle limitazioni! Luca Vivan è infatti una personalità che ama l’indipendenza e anche la solitudine. Nel passato ero molto più irrequieto, con mille domande e mille dubbi, sempre comunque in ricerca, come oggi.

Tra 10 anni? Vorrei essere in viaggio per raccontare i cambiamenti positivi che avvengono in tutto il mondo, vorrei essere a servizio di quella che avverto come una rivoluzione, anche se lenta e ben diversa da quelle del passato. Chissà, magari riprenderò in mano il mio diploma di Counselor e mi dedicherò ad aiutare le persone che stanno attraversando dei periodi di crisi.

Un incontro indimenticabile professionalmente, e uno indimenticabile nei tuoi viaggi. Chi, dove, perché?

Non sarei qui ora se non avessi incontrato in modo casuale – anche se al caso non ci credo – Cristiano Guidetti, un travel blogger molto famoso in Italia. Lo incontrai nel  maggio del 2013 durante il mio primo blogtour, a Malta, quando non sapevo nemmeno cosa fosse un blogtour. Collaborando con il suo blog e grazie ai suoi consigli, ho cominciato a scrivere con più metodicità, facendo di una passione il mio lavoro attuale.

Dal punto di vista umano, sono tanti gli incontri, perché i miei viaggi, quelli più lunghi, sono stati dei momenti di grande trasformazione personale. Ricordo però con grande stima una signora che mi ha ospitato a casa sua, nella campagna vicino a Bordeaux, nell’estate del 2011, il mese trascorso da lei mi ha letteralmente cambiato la vita, magari un giorno ne scriverò in dettaglio.

Raccontaci del tuo Friuli: una cosa che ami, una che secondo te dovrebbe migliorare, una che vorresti che tutto il mondo conoscesse.

Il Friuli è una regione timida, un po’ chiusa, come del resto lo sono i suoi abitanti, però in poche decine di km racchiude paesaggi diversi come il mare Adriatico, le lagune di Marano e di Grado, le zone collinari del Medio Friuli, le Alpi con le Dolomiti. E’ una regione ideale per un turismo lento, di persone che hanno bisogno di lasciare le grandi città e godersi la quiete dei piccoli borghi o il silenzio ricco di aria pura ed essenze, dei boschi di montagna. E’ proprio questa atmosfera di tranquillità che mi piace, l’aria discreta e umile, lo starsene quasi in disparte, rispetto al resto dell’Italia.

Quello che manca ancora in Friuli è la capacità di creare sinergie tra le persone e le singole associazioni, siamo abituati molto a fare da soli e a non fidarci tanto degli altri. Per fortuna, grazie anche alle persone che hanno viaggiato o che vengono da fuori regione, o da altri paesi, stanno nascendo anche qui idee e progetti molto interessanti.

Nell’epoca in cui tutto cambia”, cosa secondo te una struttura ricettiva in Italia deve sviluppare per avere successo e offrire quel qualcosa in più che la renda sempre accogliente?

Potrei dirti che deve avere una buona presenza sul web, che deve sapersi raccontare ma questo lo potresti sentire in qualsiasi seminario di marketing digitale. No, quello che secondo me deve avere una struttura ricettiva in questo periodo, è un cuore. Deve essere una casa, gestita da persone che fanno del loro lavoro una passione, individui che hanno viaggiato, prima di tutto dentro se stessi, per mettere in luce le loro difficoltà e anche le loro bellezze. In un luogo del genere sentiresti un calore contagioso, un grande umanità, il miglior souvenir che un turista potrebbe portarsi a casa.

Se dovessi aprire tu una struttura tutta tua, come sarebbe e dove sarebbe?

Mi ricollego a quanto detto prima e quindi la mia strutturale ideale sarebbe un rifugio per chi vuole sentirsi a casa, per chi cerca la positività che può nascere solo dall’aver scavato dentro di me, per tirare fuori il meglio, per far emergere chi sono veramente, al di là di tutte le corazze che mi sono costruito addosso da quando sono piccolo. Un luogo del genere l’immagino in una zona collinare, vicino al mare, perché amo gli orizzonti infiniti e sentire il suono del vento e delle onde, capace di portare via i pensieri inutili.

Destinazione Umana propone viaggi che possano esser di ispirazione: qual è l’ispirazione che senti più affine a te tra le 4 che proponiamo, CAMBIAMENTO, INNOVAZIONE, RURALITÀ o SPIRITUALITÀ, e perché?

Mi verrebbe da scegliere la Spiritualità, perché reputo importantissimo cercare la propria dimensione interiore, senza essere per forza legati ad un credo religioso, ma in questo periodo sono molto attratto dal Cambiamento. Amo sentire le storie di chi ha avuto la forza di uscire dalle gabbie, personali prima che sociali, per seguire la propria strada. In fondo, anche questo è spiritualità. Molto spesso crediamo che essere spirituali sia meditare, pregare o andare in pellegrinaggio chissà dove, quando invece è un esercizio molto concreto che passa attraverso i piccoli gesti quotidiani, perché in fondo, un grande cambio esistenziale è un processo lento, fatto di tanti piccoli dettagli, che uniti creano una vita degna di essere vissuta e raccontata agli altri, per contagiarli.

Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.