Dall’agricoltura alla tavola: a cosa serve quello che mangiamo?

In questo nuovo articolo, vorrei semplicemente concludere la mia introduzione sostenibile, con una breve descrizione sui prodotti finali dell’agricoltura: gli alimenti. Infatti nel 2016, la classica concezione è ormai superata e ci si indirizza sempre più verso alimenti definiti funzionali, verso la nutrigenetica e la nutrigenomica.

In generale, un alimento è functional o appunto funzionale o nutraceutico, se dimostra in maniera soddisfacente di avere effetti positivi su una o più funzioni specifiche dell’organismo, che vadano oltre gli effetti nutrizionali normali, in modo tale che sia rilevante per il miglioramento dello stato di salute e di benessere e/o per la riduzione del rischio di malattia. In parole povere, sono sostanze nutritive che aiutano a stare meglio, a difendersi o a prevenire eventuali disturbi o patologie e non a curare. Tuttavia un alimento per essere definito funzionale deve esser stato testato scientificamente su una popolazione di riferimento e deve essere costituito da ingredienti convenzionali assunti nell’ambito di una dieta normale. Un classico esempio di functional food è lo yogurt contenente probiotici. Questi ultimi sono microorganismi vivi che si trovano in alcuni prodotti alimentari, come appunto lo yogurt,  e che aiutano a mantenere un corretto equilibrio della flora batterica del tratto gastrointestinale, attenuando così malattie croniche ed infiammatorie, disordini intestinali, gastriti e casi di intolleranze… Non potete non averne sentito parlare! Sono alcuni ceppi dei famosissimi Lactobacillus e Bifidobacterium, a volte combinate con Streptococcus thermophilus, e spesso citati in numerose pubblicità che quotidianamente invadono pagine di giornali e spot pubblicitari.

Passando a spaventosi termini come nutrigentica e nutrigenomica, si può semplicemente affermare che la nutrigentica si sofferma sulle differenze genetiche esistenti e sui diversi effetti che un alimento può avere sui singoli individui a seconda delle diverse informazioni contenute nel codice genetico di ognuno di noi. La nutrigenomica, invece, studia come il cibo possa riuscire a controllare l’espressione dei geni. Sembra una visione piuttosto futuristica di alimentazione, ma in realtà queste discipline sono molto più vicine di quanto si possa pensare.

Il punto chiave sta nel fatto che queste funzioni benefiche vengono svolte per lo più da minerali, microelementi, macroelementi e principi attivi presenti o derivati dai vegetali: ma se i vegetali vengono coltivati con tecniche intensive, invasive e che fanno ampio utilizzo di elementi chimici, come possiamo far sopravvivere questi elementi positivi in grado di aiutarci?

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Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.