#Conosciamoci – Storie di Cibo, Teatro, Resistenza e Silenzio. Stefano e Paola di Casa Cappuccini

La nave degli incontri viaggia a gonfie vele ed oggi ci porta a “rotolare verso Sud”, verso i nostri amici Stefano e Paola che si prendono cura di Casa Cappuccini | Casa con Orto, un ex-convento situato nel magnifico paesino di Belmonte Calabro. Largo alle parole di Stefano per immergerci nella loro travolgente storia..

Raccontateci la vostra storia. Chi siete? Da dove venite? Di cosa vi occupavate in passato?

Le nostre attività spaziano su tutti i settori: ospitiamo persone, IMG_8369realizziamo spettacoli teatrali, zappiamo la terra per il nostro orto familiare, organizziamo concerti e dj set, pensiamo alle attività didattiche da proporre alle scuole.

Questo è ciò che fa Paola da oltre 10 anni e negli ultimi tre il suo progetto ha accolto anche me. Lo sfondo che ci ospita rimane sempre la nostra amata Calabria.

 

Entriamo nel dettaglio delle vostre attività. Come si strutturano i vostri progetti di fusione tra tradizione gastronomica e artistica? Come può impiegare il suo tempo un ospite che viene a visitarvi? Cosa c’è di davvero imperdibile a Casa Cappuccini?

 

I nostri progetti che intrecciano cibo e arte sono sia residenziali che itineranti: nell’ex convento possiamo attivare sia pranzi o cene teatrali in cui lo spettacolo accompagna, a intervalli, l’intera durata del pasto, sia la rassegna intermittente “con il teatro non si mangia”, in cui dopo lo spettacolo si consuma insieme un piatto di pasta seduti ad un tavolo.
I Raccolti musicali sperimentano nuove forme di interazione tra il cibo e la musica e nuove modalità di consumo del cibo in pubblico: dj set nell’orto, concerti accanto all’aranceto.
La Resistenza Gastrofonica Viaggiante e’ invece il progetto che si muove per l’italia a raccontare di una cucina proletaria e di come non fare la guerra ma gnocchi e pomodoro.

Questo turbinio di idee, questa progettualità, spesso incontra e si incrocia con i nostri ospiti: ce li ritroviamo in giardino a ballare sotto le stelle o li portiamo in giro per la Calabria in una delle tappe dei nostri spettacoli.

Credo siano quattro gli elementi che rendono davvero magico questo luogo: uno su tutti, il silenzio. Poi i verdi, gli infiniti verdi della natura che ci avvolge. Senza ombra di dubbio il pomodoro di Belmonte. In assoluto, comunque, rimane la nostra famiglia.

Perché ti sentcasa cappuccinii di far parte dell’ispirazione Innovazione e Ruralità?

Non sappiamo ben collocarci nelle ispirazioni, sappiamo però una cosa: viviamo a 300 metri sul livello del mare, immersi in piena collina, a breve distanza dalla costa. Vorremmo essere trasversali e poter stare al limite, così come il nostro limite geografico, incarnando il nostro essere di frontiera.

Per noi coltivare l’orto e’ un atto di partigianeria, di resistenza, ma non siamo dei contadini. Non abbiamo la loro sapienza, ma la stiamo costruendo.

 

Non a caso fai parte della grande famiglia delle Destinazioni Umane: cos’è che contraddistingue una Destinazione Umana da un semplice albergatore? Cosa può offrire in più al viaggiatore una Destinazione Umana?

Voglio dare una risposta chiara, concisa, che sia semplice a tutti: Condividere i propri sogni.

 E’ il momento della creatività: a cosa aspiri? Quali sono i tuoi progetti futuri? I tuoi sogni? Le tue speranze?
stiamo lavorando alla programmazione  in residenza all’ex convento.
 
Vorremmo creare attorno a queste date, a questi eventi itineranti, il momento ideale per mettere insieme più esperienze possibili, per raccontare non solo la nostra struttura ma anche il territorio, le esperienze ed i progetti che ci stanno vicini.

 

 

La foto raffigura un momento del nostro nuovo lavoro teatrale “IN BOCCA AL LUPO” (ovvero l’uomo nero arriva dal mare). Con questa performance, attualmente della durata di 20 minuti, stiamo cercando di raccontare e sensibilizzare verso la tragedia dei migranti e di chi cerca di attraversare il Mediterraneo.

 

Una storia di vera passione insomma.

E di bellezza che si concretizza.

Grazie a Stefano e Paola, e a presto con la prossima intervista di #Conosciamoci!

 

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Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.