Naturalmente Lana: storia di Gabriella alla riscoperta di un antico mestiere

Da imprenditrice di successo a filatrice di lana di recupero: il cammino verso il cambiamento di Gabriella è durato anni e l’ha portata a riscoprire l’antico mestiere della filatura della lana, partendo dalla lana delle pecore biellesi, considerata di rifiuto perché in Italia non ha mercato. Grazie all’associazione Naturalmente Lana da lei fondata, si impegna a riscoprire e riutilizzare l’oro bianco, un tempo risorsa preziosa della civiltà contadina. Questa è la sua esperienza di cambiamento verso una decrescita felice.

gabriella-naturalmente-lanaGabriella, prima formatrice professionale, poi titolare di uno studio di amministrazione di immobili e ora filatrice di lana di recupero: cosa è successo nella tua vita che ti ha spinta nel 2012 a mollare tutto?

In realtà l’uscita dal sistema non è avvenuta improvvisamente, ma è stata pianificata per lungo tempo, direi alcuni anni. Avevo un’attività ben avviata che cominciava a dare i suoi frutti ed altri maggiori ne avrebbe dati in futuro…ma non trovavo più alcun senso nelle cose che facevo e nel sistema che le sosteneva.

Cosa significa per te questo cambiamento di vita che lungamente hai meditato?

Significa ricominciare da me, dalle cose che mi piace fare. Vivere in maniera sobria, senza sprecare, senza cose inutili, ma padrona per quanto più possibile del mio tempo e della mia vita.

Ripartire dalla lana e da antichi saperi legati alla sua lavorazione: perché?

La lana è stata per millenni un elemento indispensabile alla sopravvivenza, era considerata l’”oro bianco”. Adesso viene buttata o bruciata perché non ha più nessun valore commerciale. Si preferiscono altri materiali sintetici meno costosi. Oppure si preferisce, quando di lana si tratta, comprarla in paesi come Australia o Nuova Zelanda, dove le pecore vengono sfruttate e maltrattate e la si paga cara. Poi viene spedita in Cina per essere lavorata e così un maglione fa il giro del mondo prima di essere indossato. Recuperare e lavorare la nostra lana è anche un riappropriarsi della nostra cultura e del nostro sapere, oltre che della nostra storia. Ed è recuperare anche una manualità che sta andando perduta irrimediabilmente.

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Anche il gatto di Gabriella apprezza la lana delle pecore biellesi!

Dal tuo impegno e passione per la lana delle pecore biellesi è nata l’associazione Naturalmente Lana: di cosa si occupa? Quali attività organizzate?

Ho fondato l’associazione Naturalmente Lana con lo scopo di recuperare la filiera corta della lana e le tradizioni contadine legate al territorio, come l’agricoltura biologica e la lavorazione artigianale della seta prodotta dai nostri bachi. Seta totalmente “cruelty free” ovvero ottenuta dai bozzoli dopo lo sfarfallamento dei bruchi. Organizziamo corsi di filatura e di lavorazione del feltro e della seta, convegni e seminari sulle coltivazioni biologiche e biodinamiche. Siamo presenti nelle scuole, musei e pro loco per parlare e diffondere queste attività. Ci muoviamo in tutta Italia,organizzando piccoli corsi di filatura, laddove ci sono persone volenterose ad imparare quest’arte.

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Durante questo tuo percorso di rinnovamento, hai deciso di ristrutturare la casa dei tuoi genitori e aprire il B&B La Casa di Eugenia: che cosa trovano gli ospiti che vengono a soggiornare da te? Li accompagni anche a scoprire il tuo laboratorio?

Gli ospiti trovano un ambiente famigliare, silenzioso e di completo relax. Possono scegliere se visitare la zona (siamo nella terra dei 7 laghi e vicinissimi alla Valsesia e Formazza), oppure percorrere itinerari nei boschi alla scoperta della vegetazione spontanea e della fauna che vi abita (su richiesta li accompagnsono personalmente, visto che sono anche un’accompagnatrice di escursionismo CAI). Sarà un piacere poi accompagnarli a visitare il laboratorio, dove potranno partecipare a dei veri e propri workshop di filatura, tessitura o lavorazione del feltro. Il tutto ovviamente utilizzando solo la nostra lana.

Molte delle strutture parte della rete Destinazione Umana sono gestite da persone che hanno deciso di intraprendere percorsi di decrescita, di recupero di antichi saperi e di ritorno alla Natura. Credi anche tu che questa sia la direzione verso cui andare?

Certamente. Non vedo alternative al momento

La nostra filosofia è quella del viaggio come occasione per scoprire non solo luoghi, ma soprattutto persone: le loro storie, le loro esperienze, i loro sogni. Cosa significa per te andare alla ricerca di una “destinazione umana”?

Prendere coscienza della propria umanità, autenticità ed unicità come persone e non come solamente ingranaggio di un sistema che non è e non potrà mai essere a “misura d’uomo” così come è strutturato oggi.

 

Recuperare e tramandare le tradizioni è un impegno importante per riappropriarsi della propria storia e valorizzarla: lo sa bene Francesca e la sua famiglia dell’agriturismo Le Capanne, che ai propri ospiti ama far conoscere la storia dei suoi nonni, che parla di una vita di duro ma gratificante lavoro con la terra. Il loro piccolo “museo contadino” recentemente allestito, raccoglie e custodisce le testimonianze della vita nella campagna toscana del secolo scorso: un prezioso contributo per ricordare e tramandare questi saperi.

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.