Lost for Italy: a piedi lungo l’Appennino per unire l’Italia

Cinque ragazzi, tutti giovanissimi. Impegnati nel volontariato attivo e solidale, quest’estate hanno deciso di mettere lo zaino in spalla e camminare  lungo l’Italia Centrale, toccando 5 regioni e ben 29 Comuni. 350 km percorsi lentamente, per andare a scoprire piccole comunità appenniniche e creare una rete, per valorizzare la storia, le tradizioni e le bellezze naturali di queste zone montane.

Ragazzi, ci raccontate perché è nato il progetto Lost for Italy?

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Viola, Lorenzo, Lapo, Emanuele ed Enrico, i ragazzi di Lost for Italy

Siamo prima di tutto un gruppi di amici che da anni praticano del volontariato (all’interno del gruppo “Perché no?”, ndr): aiutiamo gli anziani, ci impegniamo a recuperare vecchi luoghi abbandonati o feste paesane tradizionali,  con lo scopo di mantenere viva la nostra frazione, Boselli, che fa poco più di duecento abitanti.
Nonostante il nostro impegno e i nostri sforzi, nessuno ci ha mai dato una mano concretamente, ci siamo sentiti non considerati e abbandonati, anche dalle istituzioni: si sa, le frazioni vengono viste come un peso economico e troppo spesso tralasciate e dimenticate. Quindi un bel giorno ci siamo chiesti: ma siamo solamente noi in queste condizioni?  E così abbiamo deciso di andare a cercare altre realtà come la nostra sull’Appennino, per raccontarle,  farle conoscere e dar loro una nuova possibilità.

L’obiettivo di questa camminata è stato quello di creare una rete di conoscenze per creare nuove collaborazioni: si sa che l’unione fa la forza!

Come si svilupperà in futuro?

Visto che l’attenzione e il supporto al nostro progetto sta aumentando giorno dopo giorno, l’idea è quella di allargare la rete a tutto il Paese , per cercare di unire l’Italia e dare voce alle frazioni e ai piccoli centri, per valorizzarne il patrimonio naturale e culturale e fermare l’esodo dei giovani.

Quando sono venuta a conoscenza della vostra storia mi sono venuti in mente gli psicoatleti, un gruppo di viaggiatori ‘fondato’ dallo scrittore Enrico Brizzi, che ha deciso di viaggiare per l’Italia a piedi per conoscere i posti e le persone in modo autentico: quanto è importante camminare per conoscere?

Camminare è un modo di viaggiare che permette di entrare in contatto con il territorio, ma soprattutto con le persone. Camminando abbiamo conosciuto storie di vita molto belle, molto intense, che ci hanno davvero arricchito.

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Il meraviglioso paesaggio dell’Appennino

C’è un particolare ricordo legato a un luogo, una persona o un avvenimento che volete citare?

Ricordiamo con un sorriso il modo in cui reagivano le signore anziane del paese, quando spiegavamo loro che per arrivare fin lì avevamo usato solo delle mappe : “ Oh, ma che scienziati!” Per loro sembrava una cosa impossibile saper leggere una cartina.
Ma quello che non possiamo dimenticare è tutto l’aiuto ricevuto dalle persone, che ci hanno sempre accolti e anche coccolati!

Come vi ha cambiato questa esperienza? Cosa avete imparato?

Ci ha aiutato a vedere le persone in maniera diversa, sempre sotto una luce positiva e senza essere influenzati dai pregiudizi.

Che messaggio volete trasmettere ai vostri coetanei?

Di non lamentarsi per mancanza di prospettive in Italia, ma di crearsele. Partire dalle proprie passioni, dai propri talenti per crearsi un’occasione di lavoro.

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In cammino

Il vostro è stato un vero e proprio viaggio alla ricerca di “destinazioni umane”, finalizzato a condividere e raccontare luoghi, storie di territori considerati minori, ma ricchi di valori, cultura ed umanità. Cosa vuol dire quindi per voi “destinazione umana”?

Significa trovare altre persone che in qualche modo, anche indirettamente, ti possono aiutare a risolvere i tuoi problemi. Durante il nostro cammino siamo entrati in contatto con moltissime persone che ci hanno raccontato la loro storia e noi la nostra: sono state preziose occasioni di scambio, arricchimento e di stimolo.

 

Se anche tu hai voglia di scoprire gli Appennini, ti consigliamo di passare a trovare Rosi e Vincenzo alla Corte Maddalena: sono due esperte Guide Ambientali  e vi proporranno escursioni personalizzate alla scoperta  del territorio e delle sue tradizioni che hanno attraversato i secoli.

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.