Chi fa da sé…cambia vita! Intervista a Lucia Cuffaro

Un’energia che attraversa la cornetta del telefono: Lucia Cuffaro è una persona frizzante, coinvolgente, gioiosa, che trasmette tutta la felicità della sua vita attiva ed intensa già dalla voce.
Membro del direttivo nazionale e presidente del circolo Movimento Decrescita Felice di Roma, è impegnata da anni come attivista nella divulgazione dei temi dell’autoproduzione e della decrescita e si divide tra l’Università del Saper Fare, la Camera dei Deputati e gli studi di Unomattina, per diffondere segreti, ricette e consigli pratici per riscoprire il “sapere delle mani” e vivere in maniera più ecosostenibile. Questa è la sua storia di cambiamento.

Subito una curiosità: dove hai imparato le ricette che proponi nel tuo libro e nella rubrica di Uno Mattina? Chi ti ha trasmesso questo prezioso sapere?

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Lucia

Non vengo da studi di medicina o erboristici, ma sociologici: questa mia sensibilità verso i temi dell’ecologia e della sostenibilità nasce dalla mia grande attenzione al rispetto della natura ed è stata probabilmente influenzata dal luogo in cui sono cresciuta, vicino a Malagrotta: una delle discariche più grandi d’Europa. Questa realtà o ti schiaccia o ti ispira a dei sentimenti di cambiamento e io ho scelto di attivarmi per cambiare le cose.
Poi il caso e una combinazione di eventi mi hanno portato ad avvicinarmi al Movimento della Decrescita Felice, in particolare all’Università del saper Fare di Roma.

Di cosa si tratta?

E’ un progetto portato avanti da volontari che provano a diffondere il loro sapere manuale; si va dal corso per imparare a fare lo yogurt a quello per fare i cosmetici in casa; dalle piccole riparazioni elettriche all’orto sul balcone. Il saper fare è una sorta di rivoluzione culturale che permette di recuperare capacità perdute, di risparmiare e inquinare meno e soprattutto favorisce la creazione di legami sociali, ritrovando quel senso di convivialità che sembra ormai andato perduto.
Non mi sono persa nemmeno una lezione, ma poi mi sono messa a studiare seriamente, per acquisire una competenza professionale sull’autoproduzione: e poi mi sono divertita a sperimentare!

Racconti di essere arriva alla decrescita quasi per caso, da quando hai preso parte ad un evento dell’Università del saper fare: ma davvero puoi definirlo un caso o la tua vita stava già cambiando per qualche motivo?

Negli ultimi anni provavo un disagio provocatomi dal vivere in un contesto (Roma, ndr) che va in direzione opposta al mio sentire e questo mi ha spinto a farmi molte domande: nel piccolo, nel proprio esistere quotidiano, è possibile fare qualcosa? In realtà sono sempre stata una persona attenta a non sprecare e a ridurre i rifiuti: mi definisco un’accumulatrice seriale, non butto praticamente niente! Credo molto che questo mio modo di essere sia stato influenzato dall’educazione ricevuta dai miei genitori, molto attenti alla sobrietà dei consumi: fin da piccola ho imparato a cucire, a prepararmi i cosmetici e a realizzare i regali di Natale con le mie mani.

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Cosmetici fai da te

Essermi avvicinata al mondo della decrescita mi ha portato a riflettere anche sul mio stile di vita: a quel tempo lavoravo in RAI e anche se lo stipendio era piuttosto alto, ho deciso di licenziarmi per trovare un lavoro che fosse più in sintonia con i miei principi e valori: ho dato così anima e corpo per il progetto La Città dell’Utopia di Roma (laboratorio sociale e culturale che che si batte per un nuovo modello di sviluppo locale e globale che sia equilibrato, sostenibile, giusto; ndr) diventando una vera attivista per uno sviluppo locale sostenibile.

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La città dell’Utopia di Roma

Quanto è complicato vivere in decrescita in una grande metropoli come Roma? Oltre alle scelte d’acquisto e all’autoproduzione, quali altri cambiamenti hai apportato alla tua quotidianità (mezzi di spostamento, lavoro da casa…) ?

In effetti la decrescita è molto più complicata da applicare in città. Però sono molto attiva all’interno di associazioni che lavorano a fianco delle istituzioni, per cercare di migliorare il quartiere e renderlo servito dai mezzi pubblici: preferisco darmi da fare che lamentarmi per la mancanza dei servizi! In ogni caso, se c’è traffico o uno sciopero, lavoro da casa.

Il progetto Destinazione Umana vuole prima di tutto mettere in contatto le persone e questo è anche uno degli impegni dell’Università del Saper Fare: quanto ti ci rivedi in questo nuovo modello di viaggio, non più verso luoghi da visitare, ma persone da conoscere? Hai avuto modo di incontrare una Destinazione Umana che ha influito positivamente sulla tua vita?

La cosa che mi fa sentire meglio e mi arricchisce quando viaggio, è proprio l’incontro con persone ricche e profonde d’animo, che magari hanno fatto dei percorsi di vita particolari. La presentazione del mio primo libro in giro per l’Italia è stata un’occasione per venire in contatto con storie molto intense, alle quali ho dedicato un intero capitolo del mio secondo libro.
Quindi mi ritrovo molto nel modello di viaggio su cui si fonda Destinazione Umana.

I valori legati alla decrescita e al minor impatto ambientale, hanno in qualche modo influito sul tuo modo di viaggiare e le tue scelte di viaggio?

Anche il mio modo di viaggiare è cambiato negli anni: ora ricerco la sobrietà. Zaino in spalla, mi piace visitare i Paesi del Centro America per andare a conoscere stili di vita diversi, dove tante pratiche che noi chiamiamo autoproduzione, in realtà, lì sono la normale quotidianità. Da questi viaggi ritorno sempre ispirata perché mi rendo conto che anche se questi popoli hanno meno, spesso sono molto più felici.

 

Vuoi sperimentare anche tu il piacere di autoprodurre, di autocostruire o di cucinare in modo naturale? Allora ti suggeriamo di trascorrere qualche giorno nell’ecovillaggio Tempo di Vivere sulle colline modenesi: sono molte le attività organizzate da Andrea, Antonio, Ermanno, Gabriella, Katia e Simona basate sui valori della decrescita consapevole, in armonia con Madre Natura.

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.