Cambiare vita per restare: la storia di Stefania e Silverio

Stefania e Silverio a 25 anni decidono di cambiare vita e di ritornare nella loro terra, in Puglia: oggi condividono il sogno di una vita in campagna, dedicandosi anima e corpo all’agricoltura naturale e alla condivisione di antichi e nuovi saperi. La loro Azienda Agricola Calì non è solo un’azienda agricola, ma un progetto innovativo per promuovere uno stile di vita più sostenibile, un’agricoltura genuina e un modo di mangiare sano. A volte, il più grande cambiamento, è avere il coraggio di restare.

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Stefania e Silverio

Quando avete capito che in realtà non volevate andarvene all’estero, ma restare nella vostra terra e impegnarvi in un progetto di cambiamento?

Noi studiavamo all’Università di Teramo e ogni volta che tornavamo a casa, ci rendevamo conto che la situazione stava peggiorando di giorno in giorno: molti nostri coetanei avevano fatto la scelta di andarsene lasciando un paese sempre più ‘ignorante’ e invecchiato. Così abbiamo capito che per cambiare le cose dovevamo darci da fare in prima persona, siamo tornati ad Andria e abbiamo iniziato a lavorare al nostro progetto, completando gli studi a distanza.

Siete molto attivi anche sul territorio: avete creato un GAS, avete progettato un orto urbano con Legambiente: come reagiscono le persone? C’è partecipazione?

Abbiamo subito capito che se volevamo veramente cambiare la situazione dovevamo prima di tutto fare informazione. Noi siamo l’unica azienda agricola sul territorio a praticare agricoltura naturale: questa tecnica è completamente sconosciuta qui e anzi, esistono molti pregiudizi a riguardo. Gli agricoltori più anziani sono legati alle tecniche tradizionali, che prevedono un uso massivo di pesticidi e trattamenti chimici fatti anche in maniera preventiva. Noi invece curiamo la pianta solo se ne ha bisogno e lasciamo che la natura ritrovi il suo equilibrio spontaneamente.

Ecco perché essere attivi sul territorio, lavorando anche insieme alle associazioni, ci permette di diffondere i principi su cui si fonda il nostro progetto, ma soprattutto di far provare la qualità dei nostri prodotti.
Quindi grazie a queste attività ‘in città’ la risposta delle persone sta pian piano crescendo e molti ci chiedono di poter visitare l’azienda e anche di darci una mano in campagna!

Dove avete imparato come fare agricoltura naturale?

Vuoi una risposta sincera? E’ stata la pigrizia ad insegnarci come fare agricoltura naturale! 😉 Rimandavamo sempre il momento di fare i trattamenti alle piante o tagliare l’erba, ma nonostante questo ci siamo accorti che le piante erano sane e la produzione era abbondante e gustosa: quindi, perché buttare soldi in inutili veleni? Questo risultato spontaneo ci ha dato la spinta per iniziare a sperimentare questa filosofia del non fare.

Quali sono le più grandi difficoltà quotidiane che dovete affrontare?

Come dicevamo prima, una delle più grandi difficoltà sono i pregiudizi che purtroppo ancora molti hanno rispetto all’agricoltura naturale: Andria è una città molto chiusa e si tende ad essere scettici di fronte alle novità.

E invece le soddisfazioni più grandi, per voi, quali sono?

La soddisfazione di ottenere dei prodotti davvero naturali: noi seminiamo e raccogliamo, e basta. E poi ci riempie di carica vedere il crescente interesse dei più anziani, quando partecipiamo alla Fiera delle Autoproduzioni: si avvicinano cauti cauti al nostro banchetto, tempestandoci di domande per metterci in difficoltà e provocarci, ma poi si fermano per ore a chiacchierare con noi quando capiscono che siamo preparati e appassionati del nostro lavoro!

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I prodotti dell’azienda agricola Calì

So che state sviluppando anche un particolare progetto legato all’ospitalità: ce ne volete parlare?

Abbiamo deciso di ospitare gratuitamente tutte quelle persone che vogliono vivere con noi una giornata da contadino: la sveglia è alle 4 (!), ma è un’occasione emozionante per riscoprire i ritmi naturali dell’agricoltura e le antiche tradizioni. Chi partecipa a questa giornata potrà anche seguire laboratori di autoproduzione, come la trasformazione di frutta e verdura o la produzione di saponi naturali.

Stefania, racconti che Il tuo sogno era quello di girare documentari e viaggiare il mondo: a fronte delle tue esperienze di vita, cosa significa per te andare alla ricerca di una “destinazione umana”?

Significa andare a riscoprire le persone, i rapporti umani, la bellezza dello scambio e del confronto anche con chi può avere un’opinione diversa dalla tua.

Potete dire di essere felici?

Abbiamo realizzato il nostro sogno di vita e siamo davvero felici!
I frutti della terra mantengono tutto il loro sapore e le loro innumerevoli proprietà solo se coltivati in maniera naturale e senza aggressioni chimiche: se anche tu vuoi riscoprire il piacere del cibo sano e genuino ti consigliamo di passare a trovare Marta, Micheal, Matteo e Jacopo della Fattoria Lara– Il Filo di Paglia in Umbria. Anche loro curano i loro campi in maniera completamente naturale, senza additivi chimici e senza aratura, seguendo i principi di Fukuoka, pioniere dell’agricoltura ‘del non fare’.

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.