B&B Like your Home: viaggiare per sentirsi a casa

Nasce a Napoli un progetto innovativo di autoimpiego nel settore turistico per persone con disabilità o con esigenze speciali: B&B Like your Home è un network di bed & breakfast gestiti direttamente da ragazzi disabili che apriranno le porte delle loro case per accogliere turisti con le loro stesse esigenze. Ma non solo.
L’ideatrice del progetto, Cetty Ummarino, ci racconta di quando si è sentita impotente di fronte al desiderio di una ragazza disabile di avvicinarsi al mare e di come questo l’abbia spinta ad impegnarsi per migliorare la situazione del turismo accessibile in Italia.

Cetty, da anni operi come formatrice ed esperta di marketing turistico: com’è nata l’idea alla base del progetto?

Durante un tour a Sorrento che avevo organizzato, ho visto una ragazza con disabilità motorie che guardava il mare, bloccata sulla sua sedia a rotelle e ho pensato “Cosa posso fare per migliorare la qualità della sua vita?”. Mi è venuta quindi  l’idea di sviluppare un progetto per mettere a reddito le case delle persone disabili o con esigenze speciali, che sono già attrezzate con gli ausili necessari ai loro specifici bisogni: perché non trasformare queste case in bed&breakfast per accogliere quei turisti che hanno le loro stesse speciali esigenze?

È così, grazie al supporto di un gruppo di enti no profit guidati dalla Fondazione Onlus Casamica, abbiamo ideato il progetto “B&B Like your Home” che è stato finanziato della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento dalla Gioventù e che ha come obiettivo quello di promuovere l’indipendenza lavorativa dei giovani disabili tra i 14 e i 35 anni.

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La locandina del progetto b&b Like your Home

Quale messaggio vuole quindi trasmettere il progetto B&B Like your Home?

Per la prima volta, le persone con bisogni speciali sono protagonisti di un’attività imprenditoriale, indirizzata all’accessibilità, all’inclusione sociale e all’autonomia lavorativa: in questo modo si ribalta l’immagine della persona disabile, che da ‘assistito’ diventa lui stesso una persona che si prende cura degli altri.

Diventando gestore di un B&B, il ragazzo disabile ha una preziosa occasione per far entrare il mondo a casa sua, attraverso l’incontro, il confronto e lo scambio con i propri ospiti.

Quali saranno gli sviluppi futuri?

Finita la fase di start up inziale, il progetto sarà allargato non solo a tutte le fasce d’età, ma a tutto il territorio italiano. Un nostro grande obiettivo futuro è anche quello di dare risalto all’artigianato prodotto da ragazzi diversamente abili insieme alle associazioni del territorio, che potrà andare ad arredare i B&B parte della rete oppure potrà essere venduto come souvenir agli ospiti.

Il 31 Agosto è scaduto il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse degli aspiranti host: quali saranno gli step successivi?

Dopo questa prima fase di raccolta delle candidature, saranno selezionati 15 futuri imprenditori che dovranno seguire la parte di formazione turistico-pratica, per acquisire competenze specifiche per la conduzione dell’attività. E’ importante garantire lo stesso comportamento verso il cliente e le stesse modalità di accoglienza. Successivamente i gestori saranno supportati nelle attività di comunicazione, promozione, assistenza e gestione delle pratiche amministrative.

Ma i futuri host non verranno mai lasciati soli: durante il periodo di start up, vari professionisti in ambito turistico li affiancheranno nelle scelte più importanti per il successo della loro attività.

Come valuti la situazione del turismo accessibile in Italia?

In Italia continua a mancare una cultura della disabilità e dell’accessibilità: chi ha un figlio disabile spesso non sa dove trovare strutture adeguatamente attrezzate in cui soggiornare. La rete B&B Like your Home vuole colmare questo vuoto di offerta ed essere anche un’occasione per creare legami tra genitori, che potranno darsi un aiuto reciproco.

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b&b Like your Home: il futuro del turismo accessibile in Italia

Il progetto B&B Like your Home risponde in pieno alla filosofia di Destinazione Umana, che vuole mettere in contatti prima di tutto le persone e le loro storie di vita: secondo te, cosa significa viaggiare verso una destinazione umana?

Nel regolamento di comportamento tra ospite e ospitante che abbiamo stilato per i B&B che saranno parte della rete, abbiamo previsto che si dedichi almeno un momento per chiacchierare: durante la colazione, prendendo un aperitivo oppure sul divano dopo cena. Questo per farvi capire che la base su cui si fonda il nostro progetto è proprio il viaggiare verso una destinazione umana, esattamente come lo intendete voi: viaggio come occasione di incontro, di scambio, conoscenza e arricchimento.

E non dimentichiamo anche questo aspetto: il giovane gestore del proprio B&B in fondo è anche un ambasciatore del proprio territorio, conoscendone limiti, ostacoli e potenzialità in relazione alla propria forma di disabilità. Quale guida migliore per consigliare al proprio ospite un ristorante che sia previsto di montascale o di menu in braille?

 

Anche all’interno della rete di Destinazione Umana c’è un luogo speciale e senza barriere: è il b&b Il Girasole a Biccari, in Puglia. Lo gestisce Luca che ti aspetta per farti scoprire il cuore verde di questa terra e per travolgerti col suo ottimismo!

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.