Italia terapia: viaggia che ti passa!

Hai mai pensato che viaggiare è una terapia? Lo sa bene Roberta di Italia terapia, il primo blog di turismo emozionale in Italia. In questa intervista ci racconta di quando ha deciso di cambiare vita e seguire le sue passioni: il viaggio, la scrittura e la psicologia.

Roberta, come sei diventata una travel blogger? Arrivi infatti dal mondo della comunicazione aziendale: cosa ti ha spinto a cambiare percorso professionale e fare delle tue passioni una professione? Da dove sei partita?

Roberta-Isceri

Roberta

L’insoddisfazione: ecco cosa mi ha spinto a cambiare percorso professionale.
Non solo quella però: ho sempre identificato nel viaggio una possibilità di vita a sé stante e, quando nel 2012, la mia amica Sara mi ha proposto di aprire un blog, ho accettato con entusiasmo.
In realtà, il blog Italia terapia è arrivato al momento giusto: pochi mesi dopo, infatti, il mio contratto di lavoro è scaduto e quindi ho potuto iniziare a vedere in prospettiva l’apertura di un diario virtuale.

 

Insieme a Sara, sei appunto ideatrice di Italia terapia, il primo blog di turismo moodico e terapeutico in Italia che propone brevi e personali racconti per stimolare a vivere l’Italia e i suoi luoghi in risposta allo stato emotivo di partenza: da dove nasce quest’idea? Cosa vi ha fatto ‘accendere la lampadina’?

Entrambe abbiamo viaggiato molto e io, da sempre, sono un’appassionata di psicologia. Da lì all’apertura di un blog di turismo “moodico” il passo è stato breve: perché non parlare del viaggio nella sua accezione terapeutica? Senza spacciarci per esperte, abbiamo messo nel blog le nostre passioni e i nostri credo più profondi. In fin dei conti, anche se ormai stabili a Roma (stabili si fa per dire), siamo delle viaggiatrici dentro. Da un po’ di tempo, però, Sara ha dovuto lasciare Italiaterapia nelle mie mani, per motivi professionali e familiari. La sfida, da adesso, sarà quella di personalizzarla sempre di più!

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Il lago di Boè sulle Dolomiti

Il mood con il quale viene caratterizzato ogni vostro racconto di viaggio è quello con il quale partite da casa?

Sì, si inizia sempre così. Parto dal mio stato d’animo attuale e, come per esperimento, noto i cambiamenti che avvengono dentro di me nel momento in cui raggiungo una destinazione. Insomma, sono diventata analista di me stessa!

Il vostro blog vuole stimolare a vedere ‘con occhi nuovi’ anche i luoghi del quotidiano, più modesti e lontani dai percorsi turistici classici: Proust diceva infatti che l’unico vero viaggio, non è verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro: cosa suggerisci per riuscire a viaggiare con questo nuovo approccio? Lasciare a casa la cartina e provare a perdersi nei luoghi?

Suggerisco di approcciare al viaggio (e per viaggio non intendo necessariamente un percorso di migliaia di chilometri) in maniera meno consumistica: vedere di meno e assaporare di più. I luoghi vanno vissuti, non solo toccati. Considera che io non mi porto mai dietro la cartina né utilizzo (se non in casi estremi) Google Maps. Amo perdermi nei vicoli, scoprire all’improvviso una piazza, trovare un posto dove fermarmi in base all’ispirazione del momento. Viaggiare, per me, significa mettermi in contatto con me stessa.

A Luglio sei partita con altri blogger alla scoperta dell’Abruzzo slow con #tratturiecammini: qui hai conosciuto la nostra Chiara e il progetto Destinazione Umana: cosa ne pensi? Che significato ha per te viaggiare verso una destinazione umana?

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La Majella vista da Palazzo Santucci

Ne penso tutto il bene possibile: non solo come blogger ma anche come direttrice responsabile di un giornale online (www.dailyslow.it) che tratta molto di accoglienza, ritengo che il contatto umano sia uno degli elementi più importanti di un viaggio. Molti, infatti, si spostano da casa come spinti dalla smania di collezionare più luoghi possibili, dimenticando la lentezza, un approccio che permette di andare maggiormente in profondità nelle cose e nel rapporto con le persone. Mi piacciono le vostre storie, perché dietro a una struttura, magari in un luogo meno conosciuto di altri, c’è sempre l’essere umano. Insomma, bisognerebbe partire per trovare se stessi nell’Altro e l’Altro in se stessi.

Lo slogan di Italia terapia è ‘Scopri l’Italia…scopri te stesso!’: ricordi una particolare destinazione (magari umana!) che ti ha aiutata a capire meglio te stessa e ha influito sul tuo percorso di vita?

Eccome! Ce ne sono tante. Una su tutte: la Turchia poco conosciuta del 1992. Una destinazione molto umana, perché di questo bellissimo paese ricordo, con molta tenerezza, alcuni incontri speciali: per esempio quello con il signor Robinson, proprietario di un’osteria che, insieme alla mia famiglia e ad alcuni amici, frequentai solo qualche volta.
Il tempo necessario perché ci affezionassimo gli uni all’altro: come dimenticare un omaccione grande e grosso, soprannominato Robinson per la sua vita un po’ appartata, sciogliersi in un mare di lacrime davanti alla nostra partenza?

 

Leggendo questa intervista ti è venuta voglia di partire subito per un viaggio alla scoperta di te stesso? Allora ti suggeriamo di passare a trovare Federica a Roma nel suo Bed&Bio: qui ti potrai rilassare e continuare la tua ricerca interiore in uno spazio ampio e accogliente, ideale per praticare yoga o meditazione.

 

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.