L’estate in cui ho cambiato la mia vita

Questa è la prima estate in cui posso dire, ogni mattina, quando mi alzo, che nella mia vita faccio esattamente quello che voglio fare.

E cos’è “esattamente quello che voglio fare”? Mi alzo. Per prima cosa metto su il caffè. Preparo la colazione a mio figlio. Lo porto a scuola. E mi metto a lavorare. A fare un lavoro che amo.

Leggendo le storie delle nostre Destinazioni Umane (su, non siate timidi, sceglietene qualcuna, lasciatevi ispirare, scoprite cosa hanno da dirvi) scoprirete che alla base di grandi cambiamenti c’è stata spesso un’insoddisfazione radicata, che è stata volta completamente in positivo, fino a portare al compimento di una serie di scelte – giuste, faticose, coraggiose – che hanno permesso di cambiare vita.

Ma cambiare vita, vuol dire per forza mollare tutto e ricominciare dall’altra parte del mondo? Nel mio caso, vi assicuro di no.

L’estate scorsa, ogni mattina mi alzavo e andavo in ufficio, a fare un lavoro che era tanto bello quanto corrispondente a uno stile di vita che non era più il mio: mi mancavano, semplicemente, il tempo e il sorriso. Mi mancavo io. Dov’ ero? Ero al lavoro? Ero a casa? Ero quella che tornava sempre più tardi di tutti? Ero quella che non riusciva a far capire perchè era stanca? O non capiva lei per prima quanto fosse stanchezza, e quanto insoddisfazione?

Le giornate di questa nuova estate sono tranquille: siamo io, il mio computer, il mio telefono, le (tante) persone con cui lavoro. I nostri (tanti, tantissimi) sogni. I nostri progetti che sembrano a volte effimeri. Ma poi, diventano progetti fatti di muri, di eventi, di risultati e compensi tangibili.

L’estate scorsa sentii, e poi compresi, e poi decisi che la mia vita doveva cambiare, e che avrei comunque voluto svegliarmi nello stesso letto, preparare la stessa colazione, e sedermi comunque a lavorare.

L’estate in cui ho cambiato la mia vita è stata un’ estate di pioggia. Pioveva. Pioveva sempre. Pioveva in vacanza, quando avevamo fatto otto ore di macchina per andare a cercare il mare, pioveva mentre ero in macchina. Pioveva mentre ero chiusa in ufficio. Pioveva mentre guardavo Bologna, dalla finestra di casa mia, e pioveva il 15 agosto, quando ero seduta a una grigliata con amici, e per la prima volta ho sentito che qualcosa poteva cambiare davvero.

Sapete com’è, la pioggia d’estate. Ti tiene un po’ rinchiuso, un po’ ti fa arrabbiare, ma soprattutto ti fa sognare: ti fa vedere cosa potresti fare, ma devi aspettare un attimo, devi aspettare che smetta di piovere. Oppure, devi lanciarti fuori sotto il temporale. E correre mentre aspetti che smetta: tanto smetterà.

Perchè quel giorno in cui ho sentito davvero che potevo e dovevo cambiare qualcosa, lì è cominciato il mio viaggio, li ho cambiato la mia vita. Sotto la pioggia.

E adesso lo posso dire che quel che conta è il vaggio. Si viaggia per il viaggio: il risultato viene da sè.

Ho mollato tutto, ho ricomiciato, più volte, in pochi mesi: ho viaggiato, ho cambiato itinerario, ma ho mantenuto la direzione: e mi sveglio nello stesso letto, preparo la stessa colazione, e rido. Eccome.

Destinazione Umana ci propone questo: viaggi che possano essere di ispirazione. Alla fine del mio racconto vi consiglio quindi la Destinazione Umana Sant’Egle, dove troverete una storia di cambiamento, semplicità e bellezza, nella splendida zona di Grosseto.

E dai prossimi giorni, se siete alla ricerca di un viaggio per questa estate 2015, che sia una vacanza, un week end, una giornata, un’esperienza semplice, un’esperienza immersiva, che sia a piedi, in bicicletta, o con un treno che corre … ripassate da qua: voi diteci chi siete e cosa state cercando, e noi vi diremo dove andare e soprattutto, chi incontrare.


Perchè una cosa la posso dire con assoluta certezza: sono stati gli icontri che ho fatto, le persone che ho ascoltato, le discussioni che ho portato avanti, i consigli che ho accettato, i pareri che ho rifiutato, sono stati gli esseri umani sul mio cammino il mio vero viaggio, siete stati voi sulla mia strada, anzi, siete stati voi … la mia strada!