Le porte del bosco – Il Waldkindergarten

Immaginatevi un bosco, dei bambini, una casetta minuscola in legno, una tenda di tronchi, un nido di rami, tre maestre amorevoli, calme, sorridenti, un asilo senza recinzioni, privo di barriere per il corpo e per la fantasia.

Mi trovo in Germania per fare un’esperienza di volontariato in una scuola Montessori, sono interessata a vederne da vicino il funzionamento e anche a migliorare il mio arrugginito tedesco. Sono ospite di una energetica famiglia bavarese: quattro figli, due lavori part-time, impegno nel volontariato e all’interno della comunità locale, tante estati spese nella tanta adorata terra al di là delle Alpi. Proprio grazie a loro e al figlio minore, ho avuto modo di fare visita a un piccolo grande mondo che qui è totalmente comune, ma che per me non lo era affatto: il Waldkindergarten, l’asilo nel bosco.

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Questo tipo di asilo non è una novità in assoluto, è nato in Danimarca negli anni ‘50 e si è diffuso soprattutto nei Paesi nord europei negli anni successivi. Per me è stata una rivelazione.

Alle 8 e 30 il ritrovo in cima alla collina e alle 9 si inizia la giornata tutti in cerchio nel nido di rami con filastrocche e canzoni accompagnate da piccoli strumenti musicali in legno. Poi gioco libero tra gli affascinanti alberi del parco, un’altalena che pende da un ramo, tante stoviglie in cui si cucinano pranzetti prelibati di foglie e bacche, rastrellini per pulire la tenda indiana dalle foglie e un intero sottobosco in continuo cambiamento, tutto da scoprire.

Alle 11 si entra nella casetta riscaldata dalla stufa a legna e ognuno consuma allegramente la propria merenda, poi si rimane in ascolto di qualche racconto del bosco, incantati dalla soave voce delle maestre e chi sa già leggere, ovviamente, è invitato a partecipare!

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Poi chi lo desidera può restare al calduccio a mettere a frutto l’eccezionale creatività tipica di ogni bambino e gli altri tornano all’aria aperta per fare una passeggiata tutti insieme, saltare, correre, ridere, scoprire cosa c’è di nuovo nei grandi tronchi caduti, un insetto, un verde germoglio, un cristallo di ghiaccio? Sì, ghiaccio, pioggia e anche neve, perchè i bimbi del Waldkindergarten sono all’aria aperta tutto il tempo, con tutte le stagioni, e vi posso assicurare che nella cosiddetta Regione dei Laghi, a pochi passi da Monaco e dal versante nord delle Alpi, temperature miti e docili come quelle italiane se le possono sognare.

Qui l’inverno finisce ad Aprile e i laghetti rimangono per mesi ghiacciati, ma ai bambini è permesso di toccare la loro terra con mano, di sviluppare in semplicità le loro capacità psico-fisiche ben equipaggiati con stivaletti da neve e giacche a vento, con le manine che si sporcano di fango e di foglie e che maneggiano con destrezza veri coltelli per intagliare il legno raccolto nel bosco.

La Natura è la migliore insegnante, noDSCN6168n impone, si lascia scoprire poco a poco, e questa è l’occupazione principale dei bambini nel bosco, che non essendo costretti in ambienti chiusi più o meno spaziosi, troppo spesso asettici e sovraffollati, dimostrano un’incredibile solidarietà ed amicizia reciproca, litigano raramente, sono costantemente circondati da un ambiente familiare e cangiante.

Questo asilo ad impatto quasi zero, senza ‘recinti’ e regolato da principi semplici e fondamentali, privo di bagno e di mensa scolastica, è la dimostrazione che non servono grandi opere per dare grandi insegnamenti, ed è una delle realtà più assolutamente ‘sostenibili’ che mi sia mai capitato di incontrare.DSCN6146

E ora la domanda sospesa tra le righe, sarebbe possibile nel nostro Paese?

La risposta è sì, lo è, un asilo nel bosco è nato ad Ostia Antica, un progetto pilota della scuola per l’infanzia L’Emilio. Una goccia che spero sia accolta come esempio in un Paese dal clima mite e amichevole, un Paese carico di potenzialità e di voglia di migliorare.

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.