Diario di una vacanza alternativa. Chiara, Claudio e la loro WWOOFing experience.

Economiche, avventurose, spesso semplicemente diverse. Ci sono tanti tipi di vacanze non convenzionali. E talvolta basta solo osare un po’ e accettare di mettersi in gioco per scoprire che possono essere proprio quello che cerchiamo. Chiara e Claudio, due giovanissimi sostenibili, ci raccontano la loro esperienza di WWOOFing. Siete curiosi di sapere di cosa si tratta? Buona lettura!

Anche quest’anno per le nostre vacanze abbiamo optato per un’esperienza di WWOOFing. I motivi che ci hanno spinto la prima volta a lanciarci nell’impresa erano onestamente soltanto la voglia di scoprire diverse culture e nuovi territori e il budget ridotto. Ma oggi abbiamo capito che questa opportunità può offrire molto di più. Lo abbiamo sospettato quando, in poco più di dieci giorni tra i pascoli erbosi irlandesi, abbiamo imparato i principi della permacultura e siamo stati accolti negli abbondanti pranzi di famiglia del nostro primo host agricoltore (non abbiamo mai mangiato verdura più fresca e saporita di quella di Oisin) e ce ne siamo convinti quando, al limitare del Connemara, a 40 km dalla città più vicina, abbiamo trascorso memorabili pomeriggi in riva al mare in compagnia di allegrissimi WWOOFers spagnoli e americani. Questa estate siamo partiti alla volta della Baviera e siamo stati ospitati amorevolmente da Dagmar, una vigorosa signora che vive da sola in un minuscolo paesino nei pressi della pittoresca Bamberga. Lì abbiamo collaborato con Philip, inglese di nascita e simpaticissimo conversatore, alla costruzione di una casetta sull’albero e siamo stati trascinati in un turbine di festeggiamenti, insegnamenti, sapori, abbracci e sorrisi. Nel giro di pochi giorni abbiamo partecipato a una meravigliosa festa di matrimonio alternativa in un fienile dell’800, abbiamo seguito Dagmar in percorsi naturalistici alla scoperta di erbe officinali e flora spontanea della campagna bavarese, siamo stati accompagnati in un tour di Bamberga tra racconti di intriganti leggende e consigli di fotografia, abbiamo suonato intorno a un grande fuoco e ballato al ritmo di antiche ballate. Ma soprattutto abbiamo scoperto che ciò che conta non è dimostrarsi sempre al massimo o sapere la lingua alla perfezione; è essere disposti ad aprirsi, a discutere dei problemi, se ce ne sono, a condividere le proprie esperienze, mettere a disposizione le proprie capacità ed essere disposti a migliorarle. Il segreto sta nel mettersi in gioco, anche dopo una notte troppo breve e una stancante giornata di lavoro.

Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.