Carnevale di Satriano

L’uomo diventa albero e la foresta si riprende la città. È ciò che succederà sabato e domenica in Basilicata, in occasione dello storico Carnevale di Satriano. Da tempi immemorabili resiste l’antica tradizione del rumit, l’uomo albero, albero vagante. Con il silenzio assordante del fruscio degli rami carichi di foglie, 131 rumit – tanti quanti i comuni della Basilicata – si aggireranno per il paese bussando sommessamente alle porte delle case per illuminare con un raggio verde la gente della Lucania. Partiranno dal bosco e porteranno il messaggio della natura in città, unendo idealmente ciò che il progresso ha separato, ristabilendo quel contatto fra i piedi nudi e la terra. Si tratta di uno dei riti arborei più antichi sopravvissuti sino ai nostri giorni, uno spettacolo al quale non si può rinunciare.
1237055_10151864176472378_366165398_nE come ogni bosco che si rispetti, anche quello che invaderà le vie di Satriano sarà popolato da tanti folletti. Il loro capo è Eliana, che a Matera gestisce il Bed&Breakfast “L’Albero di Eliana”. «I vestiti dei folletti sono stati fatti completamente con materiali di riciclo – ci racconta – e per crearli abbiamo coinvolto un’associazione, le Officine Frida, che si occupa di recupero di materiali di scarto».
Questo aspetto consente di porre l’accento su una delle caratteristiche principali del Carnevale di quest’anno: l’attenzione verso l’impatto ambientale. «Sono state adottati molti accorgimenti – spiega Eliana – per far sì che l’evento sia quanto più possibile sostenibile. Le stoviglie monouso sono state sostituite da bicchieri riutilizzabili e piatti e posate biodegradabili; per il materiale promozionale è stata utilizzata solo carta con marchio FSC; i vestiti da folletto sono creati esclusivamente con materiali di recupero; per equilibrare il computo dell’impronta ecologica, è prevista la piantumazione di alberi in compensazione della CO2 emessa; per la refezione utilizzeremo prodotti di stagione, a chilometro zero e a filiera corta grazie al contributo dell’associazione Orti del Melandro; il sistema di raccolta differenziata è stato ottimizzato; per la prima volta, nell’edizione di quest’anno non sfileranno i carri tradizionali trainati dai trattori ma solo carri non motorizzati».
L’attenzione per l’ambiente sta diventando quindi un marchio distintivo del Carnevale di Satriano e, più in generale, di molti eventi organizzati in Basilicata. Ma c’è un altro aspetto che sin dai primi preparativi per la festa di questo fine settimana è emerso in maniera prorompente: la forte coesione fra le tante realtà organizzatrici, che è sfociata in numerose occasioni di cooperazione e condivisione.
«Ovviamente tutto questo sarà possibile solo se i partecipanti si impegneranno ad amare l’ambiente come noi», aggiunge Eliana. «La rete che si è creata in occasione di questo evento è stata grandiosa: io, come L’Albero di Eliana, sono diventata capo dei folletti, sostenendo l’impronta eco della maschera. Ho coinvolto le Officine Frida Arts and Crafts che si occupano di recupero di materiali e hanno gestito il laboratorio “Vesti il folletto che è in te” e creato vestiti per gli assenti. Abbiamo addirittura ricevuto dei materiali donati dalla Luna al guinzaglio, una vera istituzione in Basilicata, che attraverso il suo Salone dei Rifiutati combatte la logica dell’usa e getta ricercando nuove dimensioni espressive per gli oggetti considerati da buttare. Al Parco Lucano è l’associazione che ha organizzato il Carnevale e ha coinvolto a vario titolo diversi enti pubblici e privati».
Fra le altre realtà che hanno partecipato possiamo citare l’azienda agricola Orto del Melandro, che fornirà i prodotti di stagione e a chilometro zero, la Proloco di Tricarico, che interverrà con due delle maschere tipiche del carnevale di Tricarico, la compagnia teatrale Petra, che organizzerà laboratori teatrali per bambini, La Fonte, che si occuperà della vestizione dei rumit, gli uomini-albero, la Compagnia della Varioccia, che ha allestito un carro 100% carbon-free trainato da un cavallo. Ma sono tantissime le realtà e associazioni che daranno il loro contributo, dalla Proloco Sasso al Forum Tito e Sant’Angelo, che si vestiranno da rumit, da Nomademente, che porterà una rocket stove – la “stufa a razzo” ad alto rendimento e basso consumo di legna – a Baldà, che aiuterà nella logistica. Li Cummdianti, una compagnia di teatro amatoriale di Tito, parteciperà al corteo del matrimonio, mente l’associazione Sorbo parteciperà alla vestizione delle Quaresime e al festeggiamento del matrimonio.
«Quello che vorrei che si evincesse – conclude Eliana – è che grazie a tutte queste collaborazioni, insieme stiamo creando qualcosa di veramente grande: ciascuno contribuisce con un ingrediente diverso per rendere questo evento speciale. E credo che questo sia davvero importante in una regione come la nostra, dove si comincia solo adesso a parlare di condivisione e cooperazione».

Leave a Reply

  • (not be published)