Basilicata is on my mind

Ho chiesto a Pamela De Paolis, che avevo intervistato qui, di mandarmi un pensiero sul viaggio che lei e il marito hanno appena fatto in Basilicata. L’hanno attraversata coast to coast (come nel film) saltando, però, Matera e lasciandomi, quindi, l’onore di descrivervela nel mio prossimo post.
Ma ora rilassatevi e immergetevi nel racconto di Pamela e ditemi se non è giunta l’ora di partire alla scoperta di questa fantastica regione.“Ecco l’idea. Attraversare la Basilicata da costa a costa, in dieci giorni. Ce la dobbiamo fare.”
E proprio sulla scia del film di Rocco Papaleo, ‘Basilicata coast to coast‘, anche noi ci siamo lanciati in questa avventura, alla scoperta dell’Italia che non conosci, a caccia di tradizioni, emozioni ed incontri che lascino il segno.

Certo, non lo abbiamo fatto a piedi come i protagonisti del film, ma anche noi abbiamo percorso strade alternative, ve lo possiamo assicurare (“queste stradine di campagna sono tutte uguali”) riscoprendo quanto può essere bello perdersi e doversi reinventare ‘giovani marmotte’, tralasciando, almeno per un po’, le nuove tecnologie e cercando di farcela solo con le proprie capacità. Ma senza fretta. In fin dei conti siamo in vacanza!
Ebbene si, la Basilicata esiste. Ed eccomi qui a raccontarvi un po’ di questa avventura. Silvia mi ha chiesto di farlo ed io ho accettato molto volentieri.

Scorcio di Maratea

Mi piacerebbe narrarvi il nostro percorso attraverso una serie di immagini/emozioni che io stessa ho percepito e che danno il ritmo ai miei ricordi. Iniziamo con l’abbraccio smeraldo’ di Maratea (PZ). Senza nulla togliere a questa splendida cittadina (per di più estramente attenta alla tutela ambientale) vorrei parlarvi dei paesini circostanti, meno noti. Ci siamo infatti piacevolmente aggirati tra le frazioni di Cersuta e Fiumicello. Abbiamo ‘volato’ in acque verdi smeraldo, tra montagne che si gettano a picco nel mare creando meravigliose calette e ci siamo stesi al sole su spiagge di ciottoli neri (Macarro, Cala Ficarra, Arenicedda). Sempre ‘protetti’ dall’alto dall’abbraccio del Redentore che si erge sull’incredibile Golfo di Policastro. Abbiamo incontrato persone ‘veraci’ e cordiali. Con tanta voglia di sorridere ed ospitare.

 

Trekking lungo il sentiero per il Belvedere del Malvento (Parco Nazionale del Pollino)

Il nostro viaggio ci ha portato poi a conoscere ‘I Giganti Buoni’ nel Parco Nazionale del Pollino. Patria dei Pini Loricati, alberi secolari alti fino a 40 m che crescono solo a quote elevate dove i faggi non possono disturbarli. Dopo una lunga escursione che ci ha portati sull’anticima del monte Pollino l’incontro con loro è stato davvero impagabile. Qualcosa di molto simile al Paradiso, credo.
Abbiamo conosciuto Maria Teresa, proprietaria dell’agriturismo Civarra a Rotonda (PZ). Abbiamo fatto lunghe chiacchierate, abbiamo ammirato la sua dedizione al lavoro, il suo grande amore per gli animali e la sua meridionale generosità.
Ed ecco arrivare alla mente lo “sguardo di Nicola”, alla Rabatana (quartiere arabo) di Tursi. La saggezza della sua età, la sua voglia immensa di accoglierci e di trasmetterci la sua passione per la vita. Incontro indimenticabile.

 

Craco, il paese abbandonato che non ha mai smesso di vivere

Ma i ricordi non sono ancora finiti. Al tramonto il fascino abbandonato di Craco è qualcosa che ti fa tremare il cuore. Passeggiare tra i vicoli abbandonati, affacciarsi sul fantastico panorama dei calanchi, ascoltare il respiro di un paese abbandonato ma ancora incredibilmente vivo non ha prezzo. Perché anche a noi, come a Nicola Palmieri (alias Rocco Papaleo), piace pensare che “Craco abbia rifiutato la modernità”.
E poi “la notte di Aliano” dove si percepiscono ancora i passi di Carlo Levi e l’immensa gratitudine nei suoi confronti. Un brindisi a questo punto è stato d’obbligo.
Il nostro viaggio però, diversamente dal film che ci ha ispirati, non finisce a Scanzano bensì in un paesino sperduto del Salento, dove abbiamo riscoperto le nostre origini. Abbiamo scelto un finale alternativo, insomma. Perché in fondo anche noi “siamo partiti alla ricerca di noi stessi.

Forse non abbiamo capito chi siamo ma, almeno, abbiamo capito cosa non siamo”. E siamo convinti che se un viaggio non ti lascia nulla, è inutile partire.
Tu che ne sai, l’hai vista mai? Basilicata is on my mind!

Pamela 

@pamela_depaolis

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.