Vi presento Pamela: da farmacista ad animatrice scientifica

E’ stata ospite del nostro ex bed and breakfast insieme a suo marito Luca. Per il loro soggiorno davano previsioni meteo terrificanti ed erano tentati di rimandare il weekend a stagione più sicura. Poi la voglia di conoscere il nostro progetto, prima che chiudessimo l’attività, ha prevalso e alla fine hanno deciso di partire nonostante i lampi. Per fortuna.

Dopo qualche settimana sono tornati a trovarci. Stavolta, però, li abbiamo accolti con un divano e un letto montato per l’occasione nella nostra cucina.
Era il nostro primo brainstorming weekend, e ora vi presento Pamela.

Pamela, la prima volta che ci siamo sentite noi avevamo ancora il bed and breakfast a Monteveglio. Mi mandasti una mail per prenotare una camera che aveva un oggetto un po’ inusuale e che probabilmente racchiude tutto il senso del nostro progetto: “Un sogno che si avvera”.
Puoi raccontarci cosa intendevi e cosa stavate per affrontare con quel viaggio?

Era tanto che in famiglia si parlava di come esistesse nel nord Italia un paesino chiamato Monteveglio dove tutto quello che avremmo voluto (soprattutto nella nostra città) c’era già. Il movimento della Transizione, l’idea di sostenibilità intesa su più fronti, l’attenzione alle problematiche ambientali e, cosa più importante, le passioni che sembrava riuscissero a prendere il volo.
Ed è stato cercando una struttura per soggiornare che mi sono imbattuta nella vostra “storia di passione”, quella di due ragazzi (poco più giovani di noi) che decidono di lanciarsi nell’ignoto e coltivare il loro sogno: un b&b sostenibile!
Quindi con quel viaggio non stavamo solo cercando di entrare in contatto con una realtà diversa dalla nostra ma stavamo affrontando un cambiamento molto importante dentro di noi. E’ stato il trampolino per un tuffo da medaglia d’oro: cambiare si può se lo si vuole!

 

Sognavate Monteveglio come un’isola felice, perché forse sono troppe le cose di Civitavecchia che non vi piacciono. Qual è il rapporto con la vostra città e cosa fate per migliorarla?

Pamela e Luca

Pamela e Luca

La nostra è una città ferita su tanti aspetti. È sede di due centrali termoelettriche (una delle quali a carbone) e di un porto mercantile/crocieristico in continua espansione. Le amministrazioni che si sono succedute, nel corso degli anni, hanno mostrato sempre scarso interesse per l’aspetto ambientale e salutare della città. Quello che ha sempre contato di più è stato il profitto. E ad oggi, purtroppo, le cose non accennano a cambiare. Nel nostro piccolo (purtroppo sono ancora pochi i cittadini consapevoli e attivi) cerchiamo di fare il possibile per tentare di cambiare le cose. Facciamo parte di un comitato popolare (NessunDorma) che è nato due anni fa per denunciare i fumi del porto che, soprattutto durante l’estate, ricoprono di una coltre giallo-nera l’orizzonte. Non siamo contrari allo sviluppo e all’occupazione ma crediamo nel raggiungimento sostenibile di questi obbiettivi (banchine elettrificate, energia da moto ondoso, ect.)! A tal proposito organizziamo manifestazioni che coinvolgono attivamente grandi e piccini.

In cantiere ci sono anche tante altre idee. Vorremmo organizzare dei corsi di “scollocamento” per adulti e di educazione/gioco per i più piccoli. Crediamo che solo ‘educando’ le nuove generazioni ed incoraggiando le persone queste prendano fiducia e possano dar sfogo alle loro passioni. Un cittadino appassionato è sicuramente più innamorato e rispettoso della sua città.

 

Parliamo di lavoro. Sei una chimica farmacista, attualmente senza lavoro, o almeno quello inteso con i canoni standard. Ti definiresti disoccupata o scollocata per scelta?

Ad oggi sento di potermi definire una scollocata felice. Non è stata una scelta facile, soprattutto per gli altri. Per coloro che, nella loro vita, hanno visto come unico esempio un sistema che ragiona solo in termini di sicurezza e stabilità. Ma a quali compromessi? Da tempo non sentivo più di far parte di questo “modo di ragionare” e già in altre occasioni ho avuto modo di darne prova. Diciamo che quest’ultimo è stato probabilmente l’atto più eclatante e controverso. Ma mai come oggi, soprattutto alla luce degli eventi che hanno investito (è il termine giusto) la mia vita in questi ultimi anni, sono felice della scelta che ho fatto e la rifarei mille volte.

 

A posteriori posso dire che il nostro incontro ha forse dato forza ad entrambe. Io stavo per terminare la mia attività a Monteveglio e mi sentivo un po’ persa all’idea di ricominciare. Tu avevi il sogno di un progetto alla ViviSostenibile ma non sapevi se e come realizzarlo. Abbiamo cominciato a fantasticare insieme e qualcosa si è mosso per entrambe.
Cosa è cambiato per te da allora? Sono passate solo poche settimane ma, per intensità, sembrano una vita, sbaglio?

Per me è cambiato molto. Diciamo che forse ora si sta disegnando l’apice di quel cambiamento che mi ha ‘travolto’ senza che io lo volessi ma che, inconsciamente, aspettavo da tempo. Riflettevo qualche giorno fa su come a volte i cambiamenti possano far male ma su quanto siano inevitabili e soprattutto indispensabili. E poi c’è stato l’incontro con il tornado Silvia… hai ragione quando dici che sembra una vita che ci conosciamo! Con il passar del tempo abbiamo infatti scoperto di avere tante cose in comune. Probabilmente sei stata proprio tu la molla che ha fatto scattare in me la voglia di coltivare le mie passioni! Ed infine non ci dimentichiamo che trovare un’amica è già di per se una grande vittoria!

 

Coincidenze: pochi giorni fa, proprio a ridosso della tua decisione di partire con una tua attività, ti chiamano a prendere il posto che ti eri guadagnata facendo un concorso pubblico qualche anno fa. Come hai affrontato questa scelta e, soprattutto, che reazioni hai scatenato nelle persone vicine a te?

A parte lo scarsissimo tempo per decidere (meno di 24h) avevo già chiaro in testa cosa volevo. Si trattava di un lavoro a tempo determinato con una minima possibilità di “prospettive future”. Io in realtà non avevo alcuna voglia di pensare in lontananza, volevo essere felice, adesso. E se fossi salita su quel treno sarebbero stati tutti contenti, tranne io. Ma poi sarebbe stato il treno giusto? No, non penso. Anzi ne sono sicura.
La reazione che ho provocato nelle persone vicine a me è stata, in alcuni casi, esageratamente inaspettata. Ma capisco anche il loro punto di vista. Non è facile vedere bianco quando tutti, per una vita, ti hanno fatto credere che fosse nero!

 

In una situazione simile alla tua si trovano probabilmente molte persone in Italia, anche della nostra età. Credi che il farli sentire parte di una rete, dove possano confrontarsi con altri che hanno i loro stessi dubbi e magari trovare qualcuno che gli dia semplicemente un po’ di coraggio, possa aiutarli a fare il salto?

Più che anche della nostra età, direi soprattutto della nostra età! Farli sentire parte di una rete di persone che, spesso contro tutto e tutti, ha voluto provare a svincolarsi dalle redini di un sistema che si fonda solo su valori materiali e che non da spazio alle speranze ed alle passioni è il segreto! A volte basta solo conoscere le persone giuste al momento giusto ed inaspettatamente arriva quella spinta che ti aiuta a fare il salto tanto atteso. Proprio come è successo a me!

Silvia è uno spirito creativo e inquieto, alla continua ricerca di tutto ciò che è colorato, scintillante e vivo. La troverete sempre circondata da idee, dolci, vestiti, pennarelli, esseri umani. Da buon capricorno è concreta e legata alla terra, ma lo spirito…beh, quello aspira sempre molto in alto, alla ricerca delle energie positive che muovono il mondo. È l’apripista di Destinazione Umana e ogni volta che annuncia di aver avuto una nuova idea, un brivido di meravigliosa curiosità corre lungo la schiena di tutto il team, perché una cosa è certa: se Silvia dice che una cosa verrà fatta, quella cosa VERRÁ FATTA.