Riflessioni di fine anno: un viaggio dentro di te

Siamo a dicembre, il calendario ha voltato pagina sull’ultimo mese di questo 2018, l’anno con l’infinito che si è alzato in piedi come a voler urlare che il suo segno resterà.

È un mese molto denso, un mese che difficilmente resta indifferente: è il mese in cui le persone si dividono tra chi si esalta e brilla come le lucine di Natale, diventando una specie di portatore sano di allegria, e chi cerca il film de “Il Grinch”.

È il mese di “Che cosa fai a capodanno?” con tutte le paranoie ad esso connesse.

E se provassimo a vederne meglio il senso di questo fine anno?

Io penso che abbiamo una volta l’anno l’occasione per chiudere un capitolo di viaggio, e forse ogni capitolo è a sé, come i libri che mi piacevano da bambina che mi evitavano di leggere per forza tutto il volume.

Credo che in questi giorni luccicanti e pieni di regali da fare, il regalo più grande lo possiamo fare a noi stessi, prendendoci qualche minuto al giorno da dedicare a noi: facciamoci i complimenti per essere arrivati fin qui e per esserci arrivati così.

Come ogni anno, anche se per me questo 2018 ha avuto l’amplificatore attaccato ogni giorno, sono successe tante cose. Tanti giorni, tante emozioni, tanti incontri e diversi scontri. Come ogni anno ci sono state sorprese, delusioni, paure, scoperte e conferme. Ci sono stati viaggi, spostamenti, cambiamenti. Sia fisici che più economici per il portafoglio e meno per le emozioni.

Con queste righe, voglio darvi qualche idea su come fare un piccolo viaggio dentro di te, per farti un regalo di Natale al sapore di consapevolezza e profumo di crescita. Puoi farle in questo stesso ordine o scegliere tu quale spunto fa per te.

Disegna una metafora per te stesso

riflessioni di fine anno

Ora, il punto a cui sei arrivato oggi com’è? Cosa vedi attorno a te se chiudi gli occhi e ti ascolti?

Dove sei? Come stai? Prova a raccontarti con una metafora… Chi sei oggi? Prenditi un pezzetto di carta e datti qualche minuto senza giudice interno, con qualche pastello per ritornare bambino. Disegna la metafora che ti è venuta in mente, colorala, arricchiscila.

Cosa vorresti diventare? Cos’avresti voluto per te entro la fine di quest anno?

Cosa manca alla tua metafora per trasformarsi? Quale risorsa? Scoprila!

Disegna anche questa seconda visione metaforica e conserva i fogli.

Le metafore hanno un potentissimo impatto.

Pratica la gratitudine

riflessioni di fine anno

Per chiudere una cosa col sorriso, ho scoperto l’importanza della gratitudine.

Sentila. È presente se la cerchi.

Dillo ad alta voce. “grazie”. Dillo a te stesso, prima di tutto. Sei arrivato fino a qui. Nonostante ci siano stati momenti difficili da affrontare sei qui.

Riconosciti i tuoi meriti! È facile farlo nelle cose negative, nelle esperienze in cui cerchi la colpa. Fallo per tutte. Te la sei cavata. Ringrazia i tuoi piedi che ti hanno portato lungo questo pezzo di strada, il tuo cuore che batte e si emoziona, la tua testolina che ti porta a spasso in ragionamenti che sembrano veri e propri film.

Quali sono le cose per cui sai di doverti fare i complimenti?

Trovane almeno tre.

E ringrazia gli altri… Sono diversi da te, sono diversi da come ti aspetti che siano. Ma è proprio questa la bellezza, quella che ti sembra non incastrarsi con te, i lati del carattere dell’altro che senti che non sono combacianti con i tuoi, che non fanno parte dello stesso puzzle ma ne compongono un altro meraviglioso.

La bellezza sta proprio nelle differenza, nelle unicità.

Chi sono le persone da cui hai imparato di più? Le persone a cui senti di essere più grato?

Diglielo! Scriviglielo! Faglielo sapere!

Lascia andare

riflessioni di fine anno

Il 2018 come ogni altro anno ha portato anche tante delusioni.

Ripescane qualcuna, dentro l’archivio della tua memoria. Se è attuale è più complesso, serve la distanza per osservare bene qualcosa.

Tanto vale accoglierle, immaginare che cosa han fatto di buono per te.

Esercita ed allena la speranza oggi, che ognuna di queste ti possa portare verso una migliore versione di te. Puoi apprendere da tutto quello che ti succede.

Lascia andare. Molla la presa. Lascia tutte le situazioni che non fanno per te, inizia col farlo con una. Lascia a chi è meno fortunato qualcuno dei tuoi vestiti, si viaggia meglio leggeri. Scegli degli oggetti che non usi e regalali. Liberatene.

Il valore affettivo? Quello resta anche senza tenere pesi e ingombri.

Ci sono cose che non hai detto per paura di perdere una persona? Ci sono cose che ti hanno fatto arrabbiare? Scrivile. Immagina come sarebbe dirle. Se ti accorgi che ti sentiresti meglio nel farlo, fallo. Il mondo ha bisogno di persone che stanno meglio.

Fai come gli alberi: lascia andare le foglie secche. Non servono più.

Esprimi i tuoi desideri

riflessioni di fine anno

Cosa desideri?

Ogni giorno siamo immersi fino al collo dai doveri, dalle responsabilità, dagli impegni. E oltre a quelli, cosa vuoi mettere nella tua vita?

Se vincessi qualche milione di euro, come cambierebbe la tua vita? Scrivi alcune delle cose che cambierebbero, se te ne vengono in mente. Se è già tutto come sarebbe, complimenti!

Immagina di avere il genio di Aladin a disposizione. Cosa gli chiederesti?

Oltre ai tuoi desideri, conosci quelli delle persone che ti circondano? Cosa vogliono davvero per Natale? Come puoi aiutare chi ami a realizzare uno dei suoi desideri?

Fai buoni propositi. E mantienili

Il genio non c’è, l’energia però si muove. E se Coelho ha ragione, se vuoi davvero qualcosa l’universo si muoverà affinchè tu possa ottenerlo. Oltre a lui che si prodiga per te, tu cosa puoi fare per realizzarli?

Sei responsabile della tua vita.

Occupati del tuo corpo, della tua casa. Sono i tuoi spazi. Riordina, pulisci il tuo regno, cambia le lenzuola, fai girare aria fresca o gelida. Metti un vestito nuovo. Indossa qualcosa che ti valorizza. Ossigenati!

Inizia subito da oggi: immagina i nuovi propositi per il nuovo anno, con realismo. Cosa vuoi aver fatto entro stasera? Siediti mentre fai colazione e pianifica una strategia per ottenerlo.

Riflessioni di fine anno: lascia spazio al nuovo

Ogni percorso diventa un ciclo, inizia e si conclude per lasciare spazio ad un qualcosa di nuovo, che si apre.

Per cambiare abbiamo bisogno necessariamente di creare una stabilità: metti un punto, scrivi, metti nero su bianco le cose che esistono oggi, fermale lì con l’inchiostro della tua biro, scrivi quelle che vorresti lasciare qui e non trascinare con te domani. Scrivile e guardale che si appiccicano al foglio mentre la tua mano scorre. Creare stabilità e visibilità permette di avere un punto di partenza. Come ai blocchi di partenza, quelli poi restano lì mentre tu vai avanti. Ogni cosa resa visibile può iniziare a muoversi diversamente.

Ora la domanda è: cosa faresti se non avessi paura?

 

PS. E se sei curioso/a di approfondire questo viaggio ispirazionale dentro te stesso, puoi richiedere una consulenza con Andrea qui. 

 

Già il suo nome dice molto, è uscita dagli schemi il giorno stesso in cui è venuta al mondo. Laureata in Psicologia, Counselor e Coach. Mossa da sempre dalla voglia di ascoltare, dal desiderio di condividere, di conoscere l’altro e il mondo, fotografa, scrive, viaggia. E nel frattempo si sposta dalle convinzioni troppo strette e si impegna a guardare il mondo con occhi cangianti. Ama i viaggi on the road e i luoghi nascosti perché “La mappa non è il territorio”. Disordinata con gli oggetti, ma attenta quando si tratta di persone e parole, all’interno di Destinazione Umana si occupa della consulenza pre-partenza al viaggiatore e di corsi di formazione.

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