I diari ispirazionali di Sonia, la nuova rubrica sul Magazine di Destinazione Umana

Sonia scrive e viaggia. E fotografa. Dopo tanti anni in giro per il mondo, è tornata in Italia e si è messa alla ricerca di un’attività a dimensione più umana che le permetta di vivere in armonia con la natura, l’ambiente, l’arte. Cercando, cercando si è imbattuta in noi e ha deciso che in qualche modo voleva essere parte del nostro ecosistema umano. Condividerà con noi i suoi diari più intimi, quelli che ha scritto durante i suoi viaggi, quelli che ha tenuto chiusi in un cassetto fino ad oggi. Diari Ispirazionali (questo il nome della sua rubrica), che forniranno un punto di vista personale sul viaggio, quello del succo interiore, della ricerca del sé e della sua comprensione. Riflessioni e confidenze, sensazioni e tentativi di introspezione, a volte dolorosa, a volte esaltante, ma sempre illuminante. Il tutto innescato proprio dal contatto con realtà diverse all’esterno da sé, modelli al di fuori dal nostro cristallizzatoci addosso: ossia ciò che di più fondamentale offre ogni viaggio.

Che ne dici? La conosciamo meglio prima di leggere i suoi diari?

Chi sei?

Un’anima in evoluzione assieme alle altre. In particolare, mi sono dedicata a viaggiare, scrivere e fotografare.

Di cosa ti occupi?

Creatività in genere, sono convinta che creare (valore, arte, bellezza) sia lasciare vita dietro di sé, mettere al mondo forme di vita, per il bene di tutti. Oltre che sto sempre apprendendo nuove lezioni sul percorso spirituale.

Cosa sognavi di diventare da piccola? Pensi, in un certo senso, di aver realizzato, il tuo sogno?

Sognavo di girare il mondo, conoscere sempre posti nuovi e la loro bellezza e inseguire l’estate. Finora sì, ma non è stato solo un realizzare i miei sogni: è stato uno scoprire che ciò che mi aspettava, questo viaggio nella vita, era estremamente più ricco, vasto e amplificato.

Ti senti una viaggiatrice?

Assolutamente sì, addirittura a 360 gradi: viaggiatrice non solo dal punto di vista geografico, ma anche artistico, umano, filosofico, spiritual e sentimentale.

Ciò che non può mancare nel tuo bagaglio?

Macchina fotografica.

Il primo viaggio che ricordi?

Un viaggio all’avventura in Grecia con il mio primo ragazzo, austriaco, musicista di strada.

E il viaggio più importante della tua vita (e che magari te l’ha pure cambiata)?

Il Messico, ma solo one way ticket. Ci sono rimasta un anno e mezzo.

Cosa fai (o dove vai) quando hai bisogno di trovare l’ispirazione?

Nella natura. E ci faccio i chilometri. Boschi, mare o deserto.

Il libro (o il film) che vorresti vivere?

Libro di Elif Shafak, Le Quaranta Porte. Un viaggio nel tempo, nello spirito e nello spazio. Film: Into The Wild, ma andrei a sud e non a nord e non morirei.

Di cosa hai paura?

Ciò che mi fa più paura è perdere le persone che amo. Dunque, l’attaccamento è il mio tema. Ci sto lavorando.

Cosa significa per te la parola Crisi?

Crisi per me ha sempre rappresentato squarcio nella realtà comune e possibilità di vie d’uscita o di entrata. Ho anche scritto un libro a questo proposito, “C’è chi dice no”, con la preziosa prefazione di Simone Perotti.

C’è una persona (del presente, del passato, reale, immaginaria) che per te è o è stata fonte di ispirazione attraverso la sua storia?

Tante negli anni, quasi tutte conosciute in viaggio. Per il momento la mia amica più anziana, una maestra di vita di 85 anni che mi ha ospitata a Londra e che è una delle persone più forti che abbia conosciuto (vita incredibile, italiana di un piccolo paesino diventata psichiatra a Londra contro ogni parere familiare e sconfitto il cancro per cinque volte contro qualunque diagnosi e voce) e una coppia di altri amici più anziani di me, conosciuti in Egitto, svizzeri, che come me hanno vissuto in Sinai ma tanti anni prima dell’arrivo del turismo, che ne hanno passate di tutti i colori, che ora abitano in una fattoria in cui hanno sviluppato una comunicazione perfetta con lupi, cavalli e cani e che hanno condotto una vita sempre estremamente avventurosa. Ecco, l’equilibrio di persone così di fronte ai problemi della vita e alle cose che spaventano i più mi fa sentire un moscerino, onorato di conoscerli e di continuare a imparare. Non mi interessa molto rapportarmi con chi non è molto più avanti di me nell’evoluzione umana.

Spiritualità, Ruralità, innovazione, cambiamento: quale ispirazione scegli?

Spiritualità, che è comunque sempre collegata anche a “cambiamento”. O forse meglio dire cambiamento, include per forza una crescita spirituale. Sono in perenne mutazione.

Il viaggio da destinazione umana che consiglieresti a tutti?

In generale, il Sud America non dovrebbe mancare. Apre gli orizzonti, lascia un senso di magico che noi abbiamo perduto e a cui dovremmo riaprirci per vivere in maniera più ricca e completa e per riappropriarci di sensi e strumenti quasi dimenticati in occidente (coi risultati che conosciamo). Di recente ho visto il pacchetto “Inspirational Colombia” e lo consiglierei.

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Sonia Serravalli | Photo-Poetry Sonia Serravalli

Responsabile comunicazione

«Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella danzante» sintetizza perfettamente la personalità di Federica: disordinata, alla perenne ricerca di un equilibrio (è pur sempre una bilancia, anche se atipica!), dotata di un’energia dirompente che trova nella creatività una valvola di sfogo perfetta. La sua sfida quotidiana è portare innovazione negli ambienti tradizionalmente più statici e lo fa coi suoi modi diretti e il suo cuore grande, e con questo stesso cuore si occupa della comunicazione di Destinazione Umana.