#libridaDU: La risurrezione della rosa

Sapete qual è il problema del mondo rurale? Quasi sempre se ne parla in modo sbagliato: a volte i contadini vengono visti come dei santoni, dei guru della sostenibilità. Altre volte, la campagna altro non è che terreno di conquista per industriali e commercianti dell’agribusiness che la considerano solo una risorsa da sfruttare. Nel mezzo, altre mille interpretazioni che – devo ammettere – non mi hanno mai soddisfatto. Eccetto una. L’ho trovata in un libro, La risurrezione della rosa, e nel suo autore, Wendell Berry.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona alcuni anni fa durante un evento organizzato nella stupenda cornice di Casa Artusi a Forlimpopoli. Si presentò ai giornalisti dei principali quotidiani nazionali sorridendo, con fare pacato, come se stesse andando a fare colazione la mattina appena alzato. Iniziò a rispondere alle numerose domande con altrettanta lentezza. Ma la lentezza buona, quella di chi dopo aver vissuto tanti anni e conosciuto i ritmi della natura, sa che affrettarsi e agitarsi non serve a nulla, se non a guastarsi la vita.

Ne La risurrezione della rosa sono raccolti diversi testi di Wendell Berry, scritti fra la fine degli anni sessanta e la metà degli ottanta. Il poeta-contadino americano affronta a ruota libera argomenti relativi al mondo agricolo, della situazione negli Stati Uniti – che già in quell’epoca era critica dal punto di vista ambientale –, alle comunità rurali di contadini e a “the bluegrass”, il Kentucky centrale, la sua Terra, di cui parla in maniera affettuosa come se fosse un suo parente stretto.

Sì, alla fine il messaggio che ci trasmette è quello che molti di noi, sensibili e consapevoli, hanno già (per fortuna) interiorizzato: la Terra va preservata, la biodiversità è in pericolo e va protetta, l’agricoltura intensiva e la chimica stanno distruggendo il Pianeta, dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e di consumo. Ma il caro vecchio Wendell lo fa con la leggerezza di un nonno che sta dando un consiglio paterno al nipotino, senza anatemi né chiamate alle armi. Ha un tono pacifico e un approccio calmo, che infondono serenità e fanno capire davvero che forse la chiave di tutto è la semplicità.